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  • Venerdì 14 Agosto 2009 08:00
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Agosto 2009 09:38
  • Scritto da David Guanciarossa
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[a] come altoparlante

Ogni impianto Hi-Fi che si rispetti ha almeno 4 altoparlanti. A qualcuno questa affermazione, potrebbe sembrare paradossale: la quadrifonia sta ancora lottando per imporsi e noi la riteniamo già indispensabile?

I più informati invece avranno capito subito che con la parola altoparlanti non volevamo indicare le « casse acustiche » ma proprio quei « woofer », e quei tweeter oltre naturalmente ai « midrange », che pur esasperati nelle loro caratteristiche di specializzazione per i bassi, gli alti e i medi sono i veri componenti base cui spetta la definizione di « loudspeakers » cioé « altoparlanti ». Sono loro che con le vibrazioni di un cono di cartone, una cupola o altre membrane strane riescono ad imitare il suono di tutti gli strumenti, grandi e piccoli, la voce umana, i rumori e anche tutte queste cose contemporaneamente.

Tutto ciò non é it risultato di una grande complicazione tecnica, infatti mentre uno strumento deve trovare nella propria costituzione materiale e nella propria forma la giustificazione delle particolari vibrazioni e risonanze che lo fanno « suonare » in un certo modo l'altoparlante ideale non da niente di suo al suono che emette, non e un « generatore », ma solo un « trasformatore » di energia. Come un motore elettrico trasforma energia elettrica in energia meccanica, un altoparlante trasforma energia elettrica in energia sonora. Le onde sonore che emette sono l'esatta riproduzione di quelle elettriche inviategli dall'amplificatore. In che modo possa avvenire questa trasduzione é spiegato da leggi fisiche elementari ed é facile dimostrare come l'interazione tra la corrente elettrice che percorre la bobina mobile ed il campo magnetico creato dall'apposito magnete permanente, generi delle forze che sono in grado di mettere in movimento il cono, la cupola, o in generale la membrana dell'altoparlante preposta all'azione diretta sull'aria. In alta fedeltà non ci si accontenta del suono che un altoparlante può emettere in aria libera e lo si monta in un contenitore che sia in grado di aiutarlo nel suo difficile compito. Il fatto stesso di montare un woofer in una cassa acustica però, cambia talmente le sue caratteristiche di risposta in frequenza e di livello sonoro emesso che i progetti della cassa e dell'altoparlante devono assolutamente essere impostati di pari passo e l'uno non può mai prescindere dall'altro.

Per saperne di più su quali sono i principi base seguiti nella progettazione e produzione di un altoparlante non c'è modo migliore che curiosare tra i tavoli da disegno, gli strumenti e le catene di montaggio di un'industria. Una delle maggiori fabbriche italiane di altoparlanti é la R.C.F. di Reggio Emilia e noi ci siamo andati. Reggio é una cittadina tranquilla ed industriosa dove l'assordante rumore del traffico delle città come Roma, a cui siamo abituati, non é ancore giunto. Per raggiungere la R.C.F. basta imboccare la via Emilia dal centro di Reggio e dopo pochi chilometri di campagna e di industrie si é arrivati. La gentile e graziosa signorina che ci accoglie nel piccolo atrio dell'enorme capannone e gli sguardi incuriositi delle operaie, fanno da cornice al breve tragitto fino all'ufficio tecnico dove l'Ing. Gandolfi é pronto a darci tutte le delucidazioni del caso. Altoparlanti di tutti i tipi montati o a pezzi riempiono fino all'inverosimile tutti gli scaffali che ci circondano: l'atmosfera é quella adatta per entrare subito in argomento.

Volendo costruire un diffusore i dati base dai quali si parte sono sempre le sue dimensioni. É con considerazioni sul tipo di cassa (a sospensione pneumatica, reflex etc...) e sul suo volume che si può stabilire la potenza che il woofer deve sopportare ed il suo diametro, infatti un altoparlante piccolo non potrà essere montato in una cassa grande e viceversa. Questa scelta del giusto equilibrio tra le dimensioni dell'altoparlante e quelle della cassa sono poi ancora critiche quando il sistema adottato é la sospensione pneumatica. Definita la potenza si devono dimensionare i pezzi da cui questa dipende in modo che alla fine l'altoparlante, montato nella cassa prevista, possa effettivamente sopportarla. In questo modo vengono fissati la sezione del filo della bobina mobile, il diametro di avvolgimento della bobina stessa, il valore dell'induzione magnetica nel traferro (cioé le caratteristiche del campo generato dal magnete nella zona dove la bobina si muove), la cedevolezza. La scelta dei materiali da utilizzare ed il reperimento dei pezzi base già preparati dalle industrie specializzate é anche un problema piuttosto grave per l'ingegnere progettista. In Italia é quasi impossibile reperire sul mercato interno i prodotti necessari, per cui la R.C.F., che costruisce solo altoparlanti di una certa potenza e per usi professionali che richiedono un elevato affidamento, si vede costretta a rifornirsi quasi esclusivamente all'estero. Così i coni sono tutti a Made in U.S.A.., come pure le trecce flessibili, i collanti ed i centratori, mentre i magneti sono quasi tutti inglesi. Le parti veramente italiane sono i cestelli pressofusi (forse per questo validi anche esteticamente), le parti in ferro ed il filo di rame elettrolitico delle bobine.

SUONO STEREO HI-FI marzo 1973 - Renato Giussani

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