Template Joomla scaricato da Joomlashow

  • PDF
  • Sabato 08 Agosto 2009 10:10
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Agosto 2009 09:39
  • Scritto da David Guanciarossa

Indietro

 

Nasce un disco - Incisione dell'acetato

Il disco fonografico, nonostante gli oltre 80 anni di vita, può oggi reggere senz'altro il confronto con altre sorgenti sonore di concezione più moderna e sofisticata. Infatti, nonostante la spietata concorrenza da parte del nastri in cassette o in cartuccia, il disco, se di buona fattura, rimane sempre la migliore sorgente di alta fedeltà oggi disponibile per un ascolto domestico.

Naturalmente dal lontano 1888, da quando cioé Emile Berliner trasformò in disco il cilindro di Edison, numerosi sono stati i miglioramenti e gli sviluppi, sopratutto tecnologici che hanno trasformato il frusciante disco inciso per pochi minuti su una sola facciata in moderno microsolco a 33 giri con oltre 40 minuti di programma di alta qualità.

Nonostante la semplicità del disco in se stesso e del sistema di fabbricazione, i rpoblemi da risolvere nella realizzazione dei moderni dischi sono molteplici e complessi e dovuti principalmente alla stereofonia, per non parlare poi dellacquadrifonia.

Basti pensare che in un normale LP da 30 centimetri sono incisi quasi 2 chilometri di solchi della larghezza di 50? (millesimi di millimetro), più piccoli dello spessore di un capello umano. É nostra intenzione descrivere come nasce un disco seguento dettagliatamente le numerose fasi di lavorazione, dall'incisione dell'acetato o lacca fino ad arrivare alto stampaggio del disco, pronto per essere ascoltato.

Ci siamo recati presso gli studi della RCA di Roma dove abbiamo avuto modo di osservare e fotografare le moderne apparecchiature usate. Siamo grati agli Ingg. Benito Bolle e Gaetano Mariani, responsabili del reparto tecnico, per la gentilmente collaborazione prestata.

La prima parte, descritta in questo articolo, riguarda la realizzazione dell'acetato (mastering) che é senza dubbio la fase più delicata e critica di tutta lavorazione.

Le apparecchiature utilizzate in questa fase consistono in un registratore per la lettura del nastro con il programma da incidere, un rack comprendente le apparecchiature di controllo e di arnplificazione e una macchina per l'incisione del disco « matrice » che é praticamente simile, come funzionamento, ad un tornio per lavorazioni meccaniche di altissima precisione. (Il prezzo complessivo di queste apparecchiature si aggira intorno ai 35 milioni di lire).

Il primo passaggio avviene nel registratore che legge il nastro « matrice » proveniente dallo studio dove e avvenuta la registrazione.

Il nastro é del tipo standard da 1/4 di pollice in quanto deve contenere solo segnali incisi su due piste (nel caso di un programma stereofonico).

La miscelazione finale sulle piste, dalle 8 o 16 che si hanno in partenza viene infatti realizzata nello studio di registrazione dal fonico, in collaborazione con l'esecutore. Il nastro da 1/4 di pollice viene utilizzato anche perché il rapporto segnale/rumore risulta soddisfacente in confronto a quello ottenuto con un nastro da 1/2 o 1 pollice, mentre questi ultimi hanno lo svantaggio di essere più ingomoranti e soprattutto hanno un costo maggiore.

La piastra di lettura, nel nostro caso un apparecchio Telefunken M 10-a (uno dei piu diffusi),




click per ingrandire

ha una velocità di lavoro di 38 cm/sec che é quella normalmente usata, raramente infatti si usano velocità superiori. L'apparecchio é relativamente semplice: il trascinamento del nastro affidato ad un sistema con doppio capstan dei quali uno é senza motore e consente uno scorrimento perfetto senza strappi e una assoluta indipendenza dalla quantità di nastro esistente sulle bobine. La caratteristica saliente che differenzia questa piastra dai comuni registratori professionali consiste nell'impiego di due testine di lettura stereofoniche situate in modo che vi sia un anticipo di una rispetto all'altra; l'anticipo é ottenuto facendo scorrere il nastro intorno ad un perno fissato su una guida scorrevole che é regolabile da 16 a 42 cm. Dal registratore vengono prelevati perciò due segnali perfettamente identici ma letti in tempi differenti. il segnale proveniente dalla seconda testina di lettura e quello che viene realmente inciso sul disco e che chiameremo « programma » mentre il segnale che viaggia in anticipo viene chiamato controllo » e serve per stabilire automaticamente la distanza fra i solchi in funzione dell'ampiezza della loro modulazione in modo da evitare sia eventuali sovrapposizioni dei solchi stessi sia lo spreco di spazio.

La caratteristica sostanziale di questa moderna apparecchiatura, recentemente prodotta dalla notissima casa tedesca Neumann,


 

click per ingrandire

é appunto costituita dalla presenza di un vero e proprio elaboratore elettronico che esamina il segnale di controllo prima che avvenga l'incisione. Vediamo ora di seguire i percorsi dei due segnali attraverso le varie apparecchiature quasi tutte alloggiate in un rack di notevoli dimensioni. Una tastiera di commutazione consente di controllare i due segnali (programma e controllo) direttamente all'uscita del registratore oppure dopo il passaggio attraverso una consolle (che vedremo avanti); inoltre altri due pulsanti consentono di effettuare il monitor sul disco finito sia dal braccio di lettura incorporato nel tornio sia direttamente dalle apposite bobine di controllo situate all'interno della testina di incisione. Ciascuno dei segnali selezionati viene inviato ad un amplificatore stereofonico e quindi ai due altoparianti per il monitor.

Un'altra tastiera, a fianco della precedente consente invece di stabilire la funzione che deve compiere il segnale: monofonico; inserzione del circuito Dolby; inserzione dell'equalizzatore ellittico; della fase di un canale; inversione dei canali tra loro. Un commutatore serve inoltre per variare il livello di incisione portandolo ad un valore diverso da quello normale di riferimento (0 dB) sugli strumenti. Quest'ultima possibilità é interessante in quanto il commutatore, essendo tarato direttamente in dB consente una maggiore precisione rispetto ai valori letti sui V.U. meter.

Infine un ultimo commutatore consente di variare la sensibilità dello spostamento laterale della testina; in pratica varia la distanza tra i solchi. Tanto il segnale di modulazione che quello di informazione arrivano ad una consolle dove possono essere regolati innanzitutto di livello per adattare la sensibilità del segnale in uscita dal registratore alla sensibilità degli amplificatori di lettura. Fanno inoltre parte della consolle due controlli di tono per le alte e le basse frequenze, due filtri per il taglio degli alti e dei bassi, un generatore interno per le prove ed un apparecchio che consente di fare automaticamente le spirali sul disco in unione ad una fotocellula applicata al registratore, che invia un impulso nei punti desiderati. All'uscita della consolle il regolatore di volume, separato per i due canali sinistro e destro, consente di ritoccare eventualmente il bilanciamento e di fare delle « sfumature » a fine programma.

SUONO STEREO HI-FI febbraio 1973 - a cura di Marcello Braca

Inizio pagina | Indietro