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  • Mercoledì 29 Luglio 2009 08:32
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Luglio 2009 08:41
  • Scritto da David Guanciarossa

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Piper - Abbiamo ascoltato

The Who

Nel 1966 gli Who giunsero in Italia ottenendo un clamoroso successo: chitarre che si frantumavano al suolo, amplificatori surriscaldati che fumavano anche se non pochi si accorsero che lo strumento distrutto non era lo stesso che Townshend usava, sulla scena ma, sempre lo stesso debitamente « ricucito » e che fra le quinte un tecnico gettava dei candelotti fumogeni sugli amplificatori. Sono passati più di 6 anni ebbene i Who sono rimasti inalterati nella loro formazione di allora: Pete Townshend, Roger Daltry, John Entwistle e Keith Moon.

Gli stessi di « My generation », il grido feroce di un giovane che condannava la società che lo opprimeva, « Magic Bus », Pinball Wizard ». A distanza di sei anni eccoli ancora qui un po' invecchiati, un tantino più maturi, più sofisticati. I Who rappresentano oggi, forse con i soli Rolling Stones, l'unico complesso degli anni '60 che una volta raggiunto ii successo abbia mantenuto le proprie posizioni mentre tutti i gruppi della vecchia guardia (Animals, Yardbirds, Kinks, gli stessi Beatles) si sono sciolti o hanno completamente mutato stile o formazione.

I Who si sono confermati un gruppo affiatatissimo, restano quelli di sempre, abbastanza bravi ma, con un sound ampiamente sorpassato.

Il complesso ha presentato alcuni brani tratti dall'album « Who Nex't » (Baba O'Riley) ed alcuni vecchi brani come Magic Bus » opportunamente riadattati ed allungati in versione « Live ».

Molto bravo Moon il quale ha un drumming secco, generoso di rullate e il bassista Entwistle. Decisamente deludente il chitarrista Townshend.

 

Who - I'm a Boy 1967

 

 

Osanna

Gli Osanna e le Orme sono senza dubbio i due migliori complessi italiani e come preparazione musicale e come linguaggio.

Ne ho avuto la piena conferma con lo spettacolo del 16 'ottobre al Piper di Roma. Reduce dal pessimo concerto degli Who il complesso ha saputo entusiasmarmi come non era successo ai Who.

Gli Osanna sono cinque elementi, basso, piano, batteria, sax & flauto, chitarra. Sono cinque ragazzi molto preparati che cercano con risultati lusinghieri di creare un discorso nuovo in questa nostra Italia.

La loro musica ricalca esperienze jazzistiche, con una ritmica aggressiva ed una continuità ed una pulizia di suono rara a trovarsi.

Semplici temi di base, nel corso dello spettacolo, sono rivisti, rivisitati costantemente. Molto buono il lavoro del batterista Massimo Guarino, pulito, incisivo soprattutto ai piatti e di Elio D'Anna mente e polo d'attrazzione del gruppo. I suoi assoli al sax alto hanno qualcosa di ipnotico, di stridente. Il suo lavoro risente certo di Kirk ma, questo non é certamente una nota di demerito.

Motlo bravo il chitarrista che é inserito alla perfezione nel gruppo limitandosi sapientemente a contrappunti precisi, fraseggi puliti senza cadere negli esasperati solismi o in un eccessivo use del distorsore.

Tacciati ingiustamente di copiare i King Crimson gli Osanna si sono confermati uno dei pochi complessi italiani padroni di un linguaggio personale e all'altezza delle migliori formazioni straniere.

Osanna-Non sei vissuto mai

Osanna original line up-1973- Italian Progressive Rock

Molta attesa al Piper per la programmazione del film di Jimi Hendrix at Parkeley Community Center svoltosi gli ultimi di maggio del '70.

É stato un ottimo film che, anche se un po' slegato e privo di circa 10 minuti finali, ha riportato fra not it grande Jimi a due anni dalla sua scomparsa.

Accompagnavano per roccasione Jimi il batterista Mitch Mitchell ed bassista Billy Cox. Tra i brani eseguiti una scatenata versione di « Johnny B. Goode » di Chuck Berry, « Hear my train comin » e una versione di sola chitarra dell'inno americano. Un film indispensabile da vedere specie per chi non ha mai avuto la fortuna di vedere Jimi dal vivo. Si scoprirà un personaggio magico, irreale; un uomo che ha saputo unire alla magia del suono quella dello spirito, della sua stessa chitarra prolungamento naturale della sua anima, del suo sangue. « Jimi plays Berkeley » non é un film musicale, sulla falsariga di Woodstock ma, l'ultima testimonianza dell'esistenza di un grande uomo.

Chicken Shack

Subito dopo Hendrix si sono esibiti i Chicken Shack.

Gruppo di antica tradizione blues il complesso é stato una lieta conferma. Giunti a Roma con l'etichetta di un vecchio complesso di blues-inglese mutatisi, per motivi commerciali, in un classico gruppo di rock spaccatimpani, hanno abbastanza esaurientemente dimostrato le loro possibilità; una ottima formazione di blues-rock.

Hanno eseguito del bellissimi blues di loro composizione ed altri di altri autori come B. B. King.

Stan Webb aveva il difficilissimo compito di suonare dopo Hendrix ma, ha saputo conquistare il Piper con i suoi giri di note.

Più che onesti ii batterista ed il bassista.

Un pò di buon blues, ben eseguito stilisticamente, non poteva non avere successo ed i ragazzi del Piper hanno dimostrato di gradirlo molto.

Chicken Shack - I'd Rather Go Blind

Chicken Shack - I'd Rather Go Blind very cool

SUONO STEREO HI-FI novembre 1972 - Massimo Stefani

 

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