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  • Martedì 30 Giugno 2009 10:31
  • Scritto da David Guanciarossa

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Neil Young - Harvest

 

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Out on the week-end; Harvest; A man needs a maid; Heart of gold; Are you ready for the country; Old man; There's a world; Alabama; The needle and damage don; Words.

Hanno preso parte all'incisione:

Ben Keith (steel guitar), Kenny Buttrey (batteria), Tin Drummond (basso), Jack Nitzche (piano, slide guitar), John Harris (piano), James Taylor, Linda Rondstadt, David Crosby, Graham Nash, Stephen Stills (canto).

Finalmente sul mercato questo quarto album di Neil Young da solo.

"Harvest" sembra più impregnato di country che i precedenti, a causa senza dubbio degli Stray Gators (nuovo gruppo accompagnatore di Neil) e dell'uso di un banjo e di una steel-guitar (Old man).>7p>

Due titoli ("A man needs a maid", "There's a world") registrati a Londra con la London Symphony Orchestra, apportano una dimensione nuova alla musica del cantante, anche se non positiva pur dovendo dare atto a Jack Nitzche di aver saputo evitare quel che di pomposo e pretenzioso che accompagna sempre le grandi orchestre nella musica pop.

"Out on the week-end" é in apertura: una armonica rammenta Dylan, una melodia dolce e semplice marcata da un ritmo pesante; una steel-guitar in sottofondo e la voce triste di Neil donano una impressione di disillusione.

"Harvest": Come nei due precedenti album, la seconda canzone della prima facciata dona il titolo all'album.


L'atmosfera e calma ma meno pigra.

"A man needs a maid": Questa canzone é caratterizzata da una lenta progressione. Comincia dolcemente con il piano di Nitzche e la voce di Neil: "Io non so più a chi rivolgermi ... Ho assolutamente bisogno di qualcuno per la mia casa ...". L'arrivo della London Symphony Orchestra dà tono alla canzone anche se l'esperimento mi pare non molto riuscito.

"Heart of gold" (cuore d'oro) ê una canzone magnifica.

Ha un arrangiamento vocale splendido (con l'aiuto di Taylor e L. Rondstadt), e un effetto d'eco sulle chitarre suggestivo. Richiama per la sua atmosfera "Out on the week-end", stessa armonica, stesso ritmo pesante; una deliziosa melodia.

„Are you ready for the country" é meno rigorosa delle altre.

I musicisti improvvisano senza badare molto alto schema di base. Una canzone vagamente blues con una magnifica steel-guitar.

David Crosby e G. Nash sono presenti nel coro. Il cantante esplora la propria anima e la propria mente, sviscera le proprie esperienze più intime.

Neil inventa un mondo proprio; e da questo si lascia trascinare ed in questo trascina chi lo ascolta. "Old man" (il vecchio uomo), é it titoto country per eccellenza.

"Ho bisogno di qualcuno che mi ami. Guarda i miei occhi, vedrai che é vero ... Vecchio uomo, guarda la mia vita; io sono proprio come te.".

Amore perduto, ricerca di una certa comprensione, di un amore impossibile, della solitudine. Qui é tutto Young; i suoi temi più cari sono riuniti in questa canzone. Bisognerebbe parlare a lungo dei testi di queste canzoni, forse le più belle che Young abbia mai scritto. Una canzone di Neil non sconcerta: si ascolta, si conosce, assimilando ogni parola, ogni frase. Dopo varie audizioni si ricomincia. E allora che si percepisce tutto, veramente tutto: queste armonie delicate adagiate su un ritmo lento, quella voce infantile che fluttua dentro le note del piano, entro gli accordi della chitarra, tra le sontuose linee che disegnano i violini. "There's a world" é il secondo titolo registrato con l'orchestra; un'atmosfera sdolcinata, smielata.

Una chitarra elettrica introduce "Alabama", un pò alla maniera di "Southern Man". É una constatazione amara, la visione che ha uno straniero di uno stato del sud razzista all'estremo. Young ritrova gli accenti di "Ohio" ben aiutato da Crosby e Stills sempre presenti nelle canzoni più elettriche dell'album.

"The needle and damage don" é un piccolo gioiello. Registrata in California é una riflessione sulla droga. Young é solo con la sua chitarra, il tono e tragico e triste: "Ho visto la siringa impadronirsi di un altro uomo Ogni drogato é un sole al tramonto ...".

"Words„ (parole) é una larga e graziosa canzone, nella quale le voci di Neil, Stills e Nash si armonizzano alla perfezione. Forse "Harvest" non raggiunge le vette di "After the gold rush", resta comunque un album imperdibile: un ritorno verso un mondo ancora pin segreto, ancora pin intimo e misterioso: quello della personalità di Neil Young.

SUONO Stereo Hi-Fi maggio 1972 - M.S.

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