Template Joomla scaricato da Joomlashow

  • PDF
  • Martedì 30 Giugno 2009 10:23
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Luglio 2009 07:56
  • Scritto da David Guanciarossa

Indietro

Soft Machine - Piper aprile 1972

 

Roma 18 aprile 1972

I Soft Machine non dovrebbero essere un nome completamente sconosciuto per chi segue con una certa attenzione ed assiduità la rubrica di musica 'pop', altrimenti detta 'non seria', come si ostinano a considerarla certi critici in virtù di non so quale...

Un piatto succolento questa tournée italiana dei Soft che valeva la pena di essere gustata anche in equilibrio su di un palo o schiacciati sotto un amplificatore; situazione in cui ho vista molti ragazzi. I cartoni animati (diventati ormai una simpatica abitudine) e la divertente esibizione di Nino Fuscagni infausto presentatore di un'altrettanta infousta trasmissione televisiva, hanno allietato l'attesa. Finalmente mitici personaggi da un alone di mistero e di rispetto si sono rivelati al nostri occhi.

Ratledge é il bassista Hopper sono primi ad apparire, poi arriva Dean ed infine Marshall.

Mike Ratledge (piano ed orgario), John Marshall (batteria), Elton Deari (sax, saxello e piano), Hug Hopper (basso). Quattro nomi che rappresentano quanta di meglio si possa trovare sulla scena inglese limitatamente al jazz. Quattro personaggi che rappresentano l'avanguardia musicale inglese, sessioman instancabili, presenti in quasi tutti i dischi di jazz d'avanguardia.

Nella sua brevità é stato uno spettacolo interessante e bello. Un'ora di buona musica jazz, giacché quella dei Soft Machine é jazz con lievi venature di rock. Hopper ha mostrato di essere uno dei migliori specialisti inglesi per quanto riguarda la chitarra basso. Incredibile e raffinatissimo ha formato con Marshall una sezione ritmica a cui ben poche altre si possono paragonare.

Marshall (già visto nell'esibizione di Mayall di Novembre a Roma e a Milano), é stato mostruoso. I suoi stop, i suoi stacchi e giochi di bacchetit, una ritmica mai ripetitiva che non ha fatto certo rimpiangere Robert Wyatt.

Un lavoro che non si é limitato al semplice background ma, senza prescindere da temi d'accompagnamento, é riuscito anche a sviluppare dei discorsi solistici. Elton Dean, autentico genio delta musica inglese (ha praticamente influenzato tutta la nuova generazione di strumentisti a fiato di scuola jazzistica) ha dimostrato di essere la figura più significativa del gruppo. Lavora in un modo incredibile. Un linguaggio nervoso, sofferto, convulso, tecnicamente stupendo. Passa dal sax al saxello, al piano con una facilità incredibile, Ratledge a una continua orgia di suoni; il suo organo ed il suo piano creano meravigliosi spazi ritmici dove, con fluidità e scioltezza si inseriscono i vari assoli degli altri componenti il gruppo. Una musica certo non facile che e stata accolta dal pubblico di ragazze e ragazzi del Piper positivamente, piacevole constatazione di come il pubblico italiano sia ormai maturo a questo genere di spettacoli.

Il successo é stato notevolissimo, ed i Soft Machine avrebbero suonato ancora se, rientrando per il bis, non si fossero accorti della scomparsa di un pedale che serviva per ottenere effetti speciali dall'organo.

Italiani, Italiani...
 

A clip of Soft Machine on French Television from 1970. This is my favourite incarnation of the band. Robert Wyatt, Elton Dean, Hugh Hopper, & Mike Ratledge...a few months before Robert left to form Matching Mole. Excellent group interplay and Wyatt at his best on vocals. Elton died last month, so this clip is dedicated to his memory.
 
foto1

foto2

foto3

SUONO Stereo Hi-Fi

Inizio pagina | Indietro