Template Joomla scaricato da Joomlashow

  • PDF
  • Martedì 30 Giugno 2009 10:13
  • Ultimo aggiornamento Martedì 30 Giugno 2009 12:20
  • Scritto da David Guanciarossa

Inidetro

Elvis Presley - Biografia di un mito

 

Prima di lui, la nascosta e silenziosa America degli anni Cinquanta, vive di musica e tradizione, senza acuti o piccoli sconvolgimenti. C'è il Country & Western, pacata e monotona nativa e proliferante in quel di Nashville, detentrice di una cultura reazionaria e sorpassata; c'è il rythm & blues, che impera in tutte le classifiche specializzate e non. Fu Alan Frees, prima disc-jochey e poi cantautore, una delle figure più strane e controverse dell'America musicale di quegli anni, a coniare il nome. Lo fece a proposito di un'iniziativa presa da alcune case discografiche, etichette poco importanti come la Cat o la Coral, che buttarono sul mercato alcuni nomi nuovi, che pur inserendosi nel filone del Rhythm & Blues, ne allargavano gli orizzonti, con proposte musicali più incisive. Era il 1951 e già si potevano intravedere i primi sintomi di quella spinta evolutiva, musicale ed intellettuale che condurrà presto la generazione di americani alle follie gestuali e ideologiche dei «Rockin' days». L'America governativa e quella dei benpensanti videro di cattivo occhio il fermentare di quei giovani pionieri del suono, che univano alla loro nuova nascente musica tutto un modo di vestire, parlare ed incontrarsi. Di qui si arrivò alla totale demolizione critica di «Rock around the clock» di Bill Haley e al boicottaggio quasi totale da parte delle grandi industrie discografiche. La cosa non ostacolò l'incredibile successo della canzone. che passò come un brivido lungo tutte le classifiche.

La sua casa natale
La sua casa natale

La sua famiglia
La sua famiglia

Elvis a 6 anni
Elvis a 6 anni

Elvis Presley arriva in scena a questo punto. Nasce a Tupelo, nel Mississippi, l'8 Gennaio del 1935. Un buon ragazzo di campagna, tranquillo e rispettoso come ce ne sono tanti altri. All'età di tredici anni, con tutta la famiglia, si incammina verso il nord. La piccola carovana decide di trovare in Memphis la seconda patria. Dopo gli studi liceali, Elvis inizia a lavorare come camionista per 10 dollari la settimana nella Crown Electric Company di Memphis. Con una chitarra regalatagli dal padre e con tutti i dischi dei grandi cantanti blues che si poteva permettere di comperare, impara a cantare e a suonare.

Approda agli studi della Sun Records e incontra Sam Phillips, che già aveva imposto all'attenzione della critica nomi e talenti nuovi, L'incontro deve risultare determinante per entrambi. Dopo un provino che Elvis supera pienamente, egli si ritrova subito con un contratto nelle mani. La prima incisione è «That's all right mama» un'irruzione tanto violenta quanto inaspettata sul mercato discografico. La musica è rabbiosa, pulsante di novità e di freschezza. L'idea del personaggio straordinario, del grande talento, del trascinatore, inizia a prendere una certa consistenza. Ciò che in seguito verrà maggiormente messo in luce sarà Elvis, lui, l'attore sulla sua musica, che si tramuta in un contorno essenziale di questa carismatica e magnetica figura. I records di vendite vengono sconvolti. La generazione accetta e si incarna nell'immagine del teenager, piccolo ribelle della classe operaia, ideatore e portatore di questa umile rivoluzione culturale oltrechè musicale.

Accanto a lui già dalle prime esperienze appare la figura del Colonnello Tom Parker, che risulterà determinante per aver imposto alcune svolte ed alcuni mutamenti di tondo all'iter musicale di Presley. Prima della fine degli anni '50 vengono venduti milioni e milioni di copie di ben diciotto 45 giri; Presley ottiene più dischi d'oro in questo piccolo (si fa per dire) lasso di tempo, che ogni altro cantante in tutta una carriera. Il mito ormai è già pura e cristallina realtà. Dopo i primi due anni per la SUN, Elvis passa alla RCA che acquista tutti i diritti di ristampa delle precedenti incisioni, pagandoli a peso d'oro. La musica però inizia a dare segni di stanchezza creativa: il ripetersi per gli abituali autori di Elvis diviene un'abitudine. In fondo si bada al concreto, si rispettano le richieste degli acquirenti: la gente vuole scatenarsi, ballare, urlare. A loro non importa se la sequenza di accordi o l'arrangiamento di una canzone uguale a quello di un'altra. Il repertorio negli show manda in delirio maree di giovani, («are you lonesome tonight», «Love me tender»). Dice Elvis: «Preferisco suonare i rock più veloci e movimentati. Ma se quando sono sul palco la gente mi chiede di suonare dei brani più lenti, senz'altro la cosa più bella che possa fare.

Nel 1956 ad Elvis si aprono le porte di Hollywood. Si stipula un contratto a lunga scadenza con il produttore Hal Wallis. II primo lavoro per la Twentieth Century Fox si intitola « Love me tender», un film ricevuto in modo così entusiasta da tutti i fans di Presley, che la Compagnia colma il disavanzo per le spese dei negativi nei soli primi tre giorni di proiezione. Le sceneggiature sono scritte su misura per la sua personalità; e lui e lì ad impersonare se stesso: il buon bravo ragazzo di campagna, o il cow-boy gentile e umanitario, con in più la carica sensuale dello sbruffone dal volto effeminato, del grande cantante-attore dagli occhi languidi e della bocca a forma di cuore. Tutti i suoi primi film «Lovin' you», «King Creole», «Jailhouse rock», «It happened at the World's Fair«, «Roustabout», vengono accolti con uno spesso alone di indifferenza e di freddezza dai critici, che li recensiscono liquidandoli con poche parole e accusandoli di speculazione sul personaggio.









Nel 1957 Presley appare per la prima volta in televisione, ingaggiato da Ed Sullivan, per una serie di tre spettacoli per il «modico» prezzo di 50.000 dollari. Dopo la comparsa, il pubblico manifesta il proprio indispettimento per un fastidioso modo di ancheggiare che era stato imposto al cantante per motivi coreografici. Verso la fine dello stesso anno è chiamato per prestare servizio militare. Sembra che il fantastico viaggio di Elvis verso la popolarità, ed il successo debba avere uno stop obbligato, una fermata inevitabile. Timori, pur se ad uno stato embrionale, scuotono la sensibilità dei suoi ammiratori. La sua luce potrebbe cessare di brillare, potrebbe essere sostituito da un altro improvviso trascinatore di folle. La RCA architetta manovre fino ad allora ritenute imponderabili. Viene costruito uno studio mobile di registrazione, con dei permessi speciali ottiene di entrare in caserma. Elvis registra un album di canzoni natalizie.

I suoi dischi contrariamente alle temute pause di vendita, fanno registrare altri record. In questo clima di totale euforia da parte dei discografici e dei businessmen, si organizza la sua rentree, curata perfettamente anche nei minimi particolari. Sarà ancora la TV ad ospitarlo e ad averlo come protagonista in uno show insieme a Frank Sinatra. Il suo nuovo 45 giri vende 2 milioni di copie. Qualcosa però in Elvis è mutato. La sua immagine post-militare e più tranquilla e matura. Ha smarrito, o forse ha volutamente lasciato in qualche letto disfatto di caserma, la sua figura di ribelle, di irrequieto. Adesso e un ragazzo romantico e convincente. Qualunque madre ora gli darebbe sua figlia in sposa.

Nel 1961, consigliato dal suo manager Parker, smette di esibirsi, interrompe tournees rifiuta allettanti ingaggi per la TV, rinunciando a centinaia di migliaia di dollari. C'è bisogna di una pausa, di un momento di riflessione. L'unico suo lavoro, e lo svolge con la massima dedizione, quello di attore. Vive a Hollywood dedicando anima e corpo ai suoi sforzi cinematografici. I film che lui gira in quest'epoca sono: «Stay Away», «Joe», «Live a little, love a little», «Speedway», «Charro». Trapelano notizie di un suo possibile show a Londra.

Nello studio della SUN, nel 1956, con, da sinistra Jerry Lee Lews, Carl Perkins, Johnny Cash, Marilyn Evans
Nello studio della SUN, nel 1956, con, da sinistra Jerry Lee Lews, Carl Perkins, Johnny Cash, Marilyn Evans.

Ci sono voci contrastanti: conferme e smentite. Sarebbe certo sorto un piccolo scandalo. E invece non se ne fa nulla. Il suo nuovo allontanamento dalle scene non provoca rallentamenti nelle vendite, nonostante al di là dell'oceano nuove cose stavano accadendo: un nuovo rock'n'roll, quello dei Beatles e dei Rolling Stones, faceva molto parlare.

«La gente dice che la mia assenza dalle scene sia stata utile per i Beatles. Non me la sento di esprimere giudizi. In fondo sono dei miei colleghi. A loro non mancano «atout». É gente del mestiere. É gente di spettacolo e penso che sia quello che conta».

Alla fine del '63 si viene a sapere che Elvis Presley ha venduto 49 milioni di 45 giri, 12 milioni di 45 extended-playing, 9 milioni di 33, e che i suoi film hanno incassato più di 70 milioni di dollari. Nonostante queste cifre da capogiro, Elvis sta imboccando la strada più oscura della sua attività. Molti dei suoi ammiratori fino ad allora fedeli lo lasciano nel pesante timore di un invecchiamento precoce. Il lavoro di Parker si duplica. Si scrutano i confini del rock'n'roll fino ad allora eseguito da Elvis, si inizia nuovamente a cercare nuovi ingaggi per la TV. Si contattano nuovi autori che siano in grado di comporre nuove canzoni, magari lontane dalla antica sensibilità, ormai caduta in disuso. Nel 1969 il successo appare di nuovo alle porte: uno spettacoloso concerto a Las Vegas e una memorabile tournee. La corona sta brillando di nuovo di luce intensa, Per la NBC è organizzato uno spettacolo rivoluzionato: «Sto preparando un nuovo show per la televisione. E tutto molto bello e semplice. Oggi quasi tutti i cantanti usano perfetti apparecchi elettronici. Il rock'n'roll non si può fare cosi. Ed io voglio suonare ii rock'n'roll». «La pantera é tornata nella giungla. Contorce pianti e il pubblico va in estas».

In questi ultimi anni il rinnovatissimo revival del rock'n'roll ha coinvolto Elvis prima di tutti gli altri artisti. Sembra correre nuova linfa attraverso i solchi dei suoi dischi. Nel 71 da concerti al Madison Square Garden. La platea non è quella di «Love me tender». Per i trentenni e solo un dolce ricordo, folle e pazzo della loro gioventù. E ad ascoltarlo ci sono giovani e giovanissimi, forse più per curiosità che per vero e proprio amore per la sua musica: curiosità di conoscere chi era quel ragazzo che aveva fatto impazzire una generazione.

37 anni, non più grezzo fanciullo venuto dalle profumate lande di cotone, ma ricco industriale del «Deep South», integrato, cammina per le strade di Memphis, con un bastone da passaggio, dal pomo a forma di testa di cane. Brillanti sulle dita, vestiti sgargianti dai mille pizzi. Usa ormai mezzucci subdoli per creare scandali e per far parlare di se con una certa insistenza: alla fine di un concerto si strappa via le mutande, riuscendo ancora a sbalordire. Nel 1975 quando compie il suo quarantesimo anno di vita è in ospedale con una polmonite. E’ ingrassato, e soffre di guai al fegato. Questo Elvis panciuto, senza quel suo fluido di sensualità che ha fatto delirare milioni di fanciulle, ora rattrista i suoi fans, commuove un intero mondo civile. La morte lo trova cosi.

POPSTER anno 2 1977 - Enrico Sisti

Inizio pagina | Indietro