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  • Martedì 30 Giugno 2009 10:03
  • Scritto da David Guanciarossa

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Igor Stravinsky

(17 giugno 1882 - 6 aprile 1971)

Igor Stravinsky è morto. Ha voluto essere seppellito a Venezia perchè Venezia rappresentava molte cose per lui, molte cose e molte contraddizioni. Una città morente, danneggiata dalla civiltà in modo forse più evidente che qualsiasi altra città, perchè Venezia non è fatta per il trascorrere del tempo, ma perchè il tempo in essa sia fermo. Venezia vive in modo drammatico le contraddizioni del nostro tempo senza poterle risolvere. É luogo in cui la tradizione bizantina, presente e viva ad ogni passo e il cattolicesimo ecumenico (di cui la basilica di S. Marco è un insigne esempio) si congiungono, si toccano, tentano una sintesi. Questa città è quasi il simbolo di quella religiosità dialettica e inquieta che sotto aspetti e forme diverse, sempre accompagnò Stravinsky: La religione ortodossa che professò è abbastanza vicina al cattolicesimo, non sarebbe da stupirsi se un giorno diventassi cattolico.

Lo spirito della musica bizantina e i modi gregoriani sono difatti la caratteristica centrale della produzione a carattere religioso di Stravinsky, che proprio a Venezia ha fatto eseguire le sue ultime opere, dal «Canticum sacrum ad honorem sancti Marci nominis», al «Threni, id est Lamentationes Jeremiae», alla canzone dedicata alla moglie «The Owl and the Pussy-Cat» eseguita nel 1967. Ecco perche ha scelto Venezia. Venezia, più museo che città, più ricordo del passato che realizzazione del presente, eppure città viva, caotica come tutte le citta di oggi: Stravinsky l'ha scelta per viverci da morto, ed essa è oggi la tomba dell'uomo più vivo del nostro secolo.

stravinsky

Stravinsky diceva di non voler essere né passato né nel futuro, ma nel presente, eterno contemporaneo. Questa frase ci dà forse la chiave per capire tutta l'attività musicale di questo straordinario musicista il cui polimorfismo, il cui rifiuto di ogni schematismo sclerotico, e la cui attività così insaziabilmente proteiforme ha messo fuori strada qualche critico, più attento a cogliere le variazioni sintattiche, che non a capire il lessico sempre ed inequivocabilmente stravinskyano di tutta l'opera, dal «Sacre» alla produzione seriale.

stravinsky

Stravinsky ha voluto vivere nel presente, mutevole come lo è la vita vissuta giorno per giorno, contraddittoria, dialettica. Ha sempre avuto bisogno di partire dalla realtà, dal dato concreto e visibile. Per questo ha prediletto il balletto nel quale la sua musica si materiatizza nei ballerini e nello scenario, senza però mai divenire piattamente illustrativa, ma conservando la capacità evocatrice, magica, creatrice essa stessa di realtà.

La presenza della morte, del bene e del male, delle forze della natura, della irrazionalità delle passioni, caratterizzano la prima produzione, detta «primitiva» o «russa», quella cioè in cui rivivono le prime esperienze nnusicali «barbare», la tradizione su cui Stravinsky si è formato, sotto la guida di Rimski­Korsakov, suo insostituibile ed insostituito maestro. Emerge nel corso di questo periodo, specialmente nel «Sacre» e ne «Petruska», la concezione tragica della vita, che é al fondo di tutta la opera di Stravinsky, e che qui si esprime nel dramma dell'individuo annullato e schiacciato della civiltà di massa, anche se accompagnato da una allegria carnevalesca, buffonesca, a volte volgare, che è quasi uno sberleffo tragi-comico che l'eroe fa al destino (società o tradizione) cui tuttavia non ha alcun mezzo di opporsi.

stravinsky

A questa violenta esplosione sonora, risultante dello scontro tra individuo (strumento solista) e collettività (orchestra) succede un periodo di transizione (Histoire du soldat, Renard, Noces, Mavra) in cui la presenza dell'individuo protagonista scompare inesorabilmente a favore del ritmo martellante e meccanico del destino-società. La lotta non assume quei vertici di titanismo delle opere precedenti, ma attraverso l'uso di un linguaggio votutamente più sobrio, essenziale, razionale e, direi, rassegnato, si giunge alla irrisione del titanismo stesso, del romantico Sturm and drang, nella «Mavra», il cui protagonista, un valoroso e forte ussaro è costretto a travestirsi da donna. La concezione «russa» e «primitiva» è qui in crisi. E non poteva non esserlo in un periodo in cui tutti i valori individuali erano stati dolorosamente sconfitti da una guerra mondiale, in cui ogni fede, ogni tradizione, ogni speranza nei valori dello spirito appariva come un non senso. Stravinsky in questo periodo chiarisce le sue idee sulla musica: «La musica ci è data per mettere ordine nelle cose. Si deve passare da uno stato di anarchia individualista a uno stato regolato, cosciente e capace di garantire vitalità e durata ».

stravinsky

L'ordine é la regola dei classici, insomma vista come esigenza di ricreare un ordine razionale, un ideale, un qualcosa di certo nel caos e nello smarrimento del dopo­guerra. Ricerca di purificazione. Stravinsky dice di rifiutare le emozioni, l'adesione sentimentate; contro il mito del genio creatore, l'artista non è che un artigiano esperto nel fare musica, anche a freddo, anche dietro ordinazione. Nella musica si sviluppano concetti speculativi e non sentimenti, tramite una tecnica adeguata e quindi di volta in volta mutevole.

Nascono da questo assunto le opere del periodo che Claude Rostand definisce felicemente il tempo delle «allusioni». Allusione a Pergolesi nel «Pulcinella», a Rossini nella «Partita a carte» a Weber, Mozart, Verdi nel «The Rake's Progress», a Bach nel «Concerto per due pianoforti» ecc.

In questo straordinario ecclettismo, privo di pregiudizi e senza scrupoli, sta la originalità di Stravinsky che resta sempre inequivocabilmente se stesso anche quando più scoperte sono le sue «allusioni». Basterebbe pensare alla visione tutta personale che della, classicità greca viene fuori della «Persefone» dall'«Apollo» o dall'«Orfeo», oppure alla personalissima e inconfondibile «Symphonic de psaumes» espressione più alta della sua religiosità, meravigliosamente semplice; compatta, maestosa. Il Vlad così definisce questo periodo della attività di Stravinsky: «... in questo decennio Stravinsky continuò a semplificare la sua musica, a renderla piu spoglia e disadorna, rinunciando non solo all'uso frequente della politonalità, ma spesso persino ai procedimenti poliarmonici che egli aveva instaurato nei suoi primi capolavori». Questa particolare fase di semplificazione diatonica, e in genere tutto il neoclassicismo stravinskiano, trovano il loro culmine nel «The Rake's Progress».

 

stravinsky vsito da picasso

 

Stravinsky - disegno di Picasso (aggiunto dalla redazione)

Dopo il 1952 inizia infatti l'ultimo periodo dell'attività del musicista, caratterizzato dall'uso della tecnica seriale weberniana e che va dal meraviglioso «Canticum sacrum» al «Requiem Canticles». Questa adesione di Stravinsky, più .che sessantenne, alla tecnica dodecafonica mostra ancora una volta la inesauribile vitalità e giovinezza di questo artista cosmopolita, vitalità e giovinezza che si manifestano nella curiosità intellettuale di sperimentare, di conoscere, di rinnovarsi.

La ricerca di sempre nuove grammatiche musicali, con le quali «fare» Ia propria musica, ha stupito i suoi stessi amici, i suoi ammiratori, che spesso sono stati incapaci di seguirlo in questo suo continuo mutare. Ma Stravinsky aveva compreso qualcosa di fondamentate e cercava di esprimerlo con le sue «metamorfosi»: aveva capito che per essere vivi, per essere nel presente, bisogna saper cogliere fino in fondo e vivere nella sua estrema contraddittorieta la incessante dialettica della vita e delle forme.

 

stravinsky visto da picasso

 

Stravinsky - disegno di Picasso (aggiunto dalla redazione)

Lista cronologica completa delle opere di Stravinsky.

Questo ci sembra il modo migliore per rendere omaggio al grande musicista scomparso perchè come egli stesso ebbe a dire: «... Il mio stile esige l'interpretazione. É vero ed è per questo che io ritengo che i dischi siano il complemento indispensabile alla mia musica scritta». E ancora «... Io conosco probabilmente mille volte meglio di chiunque il come dirigere la mia musica», Perchè il pubblico possa rendersi conto di ciò che vale un'opera musicale, bisogna che prima di tutto sia sicuro del valore di colui che la presenta e della conformità di questa presentazione con la volontà del compositore». (Igor Stravinsky. «Entretiens avec R. Craft)


1903 Sonata per piano
1905 Le faune et la bergère
1907 Sinfonia in mi bemolle
1908 Scherzo op. 3, Fuoco d'artificio op. 4, Quattro studi per piano, Canto funebre op. 5, Per la morte di Korsakov Due melodie op. 6, Pastorale, Quattro studi per piano op. 7
1909-1910 L'uccello di fuoco (balletto), L'uccello di fuoco (revisione 1919 e 1945) Suite sinfonica, Due melodie di Verlaine op. 9
1911* Petrouchka (balletto completo), Petrouchka (versione 1947) Suite sinfonica, Petrouchka (brani per piano) (1921)
1911 Due canti (voce e piano)
1911 Zvezdoliki {11 re delle stelle) Cantate
1913* Le sacre du Printemps
1914 L'usignolo (opera)
1913 Tre poesie della lirica giapponese
1913 Ricordi della mia infanzia
1914 3 pezzi per quartetto d'archi Orchestrati nel 1929)
1914 Pribaoutki
1915 3 pezzi facili per piano a 4 mani
1917 3 storie infantili (canto e piano), Due di esse orchestrate nel 1954
1917 La ninna nanna del gatto
1917 4 cori a cappella (orch. 1954)
1917 Il canto dell'usignolo (poema sinfonico)
1916-17* Renard
1917 Canto dei battellieri del Volga
1917 2 Suites per piccola orchestra
1918* Storia del soldato
1918 Storia del soldato (suite per Concerto)
1918* Rag-time per 11 strumenti
1919* 4 Canti Russi (canto e piano), 2 di essi orchestrati nel 1954
1919 Piano Rag-Music
1919 3 pieces per clarinetto
1919* Pulcinella (balletto compl).
1919 Pulcinella - Suite d'orchestra
1920 Concertino per 12 Strumenti
1920* Sinfonia di strumenti a fiato e concertino per 12 strumenti
1921 Mavra (opera)
1921 8 pezzi facili (trascritta nel 1963 diventa 8 miniature strumentali)
1923* Ottetto per strumenti a fiato
1924* Le nozze
1924 Concerto per piano e orchestra
1924 Sonata per piano
1925 Serenata in la per piano
1926* Pater Noster (per coro a cappella)
1927* Edipo Re (Opera Oratorio)
1928 Apollo Musagete
1928* II bacio della Fata (Due divertimenti dal «bacio della fata» (1934)
1929 Capriccio per piano e orchestra v 1930* Sinfonia dei Salmi
1931* Concerto in re per violino e orchestra
1932 Duo concertante per violino e piano
1934* Persefone
1934 Ave Maria
1935* Concerto per due pianoforti
1936 Partita a carte
1938 Dumbarton Oaks Concerto (per orchestra da camera)
1939 Sinfonia in ut
1940 Tango
1942 Danze concertanti
1942 Circus Polka
1944 Sonata per due pianoforti
1944 Scherzo alla Russa
1944* Babele (cantata)
1944 Scene di balletto
1945* Sinfonia in 3 movimenti
1945 Ebony concerto (per orchestra di jazz)
1946 Concerto in re per orchestra d'archi
1947* Orfeo (balletto)
1948 Messa
1951* The Rake's Progress (opera) (La carriera del libertino)
1952* Cantata (su testi medievali)
1953 Septuor
1954 In memoriam Dylan Thomas
1955 Greeting prelude (per gli 80 anni di Monteux)
1956* Canticum sacrum
1957* Agon (balletto)
1958* Threni id est lamentationes Jeremiae prophetae
1959 Movimenti per piano e orchestra
1959 Epitaffio alla memoria del principe Fürstenberg (per flauto, arpa e clarinetto)
1959 Double canon in memoriam Raoul Dufy
1960 Gesualdo monumentum
1961 A sermon. A narrative and a prayer
1962 Anthem «The dove descendig»
1962* II diluvio (The flood)
1963* Abraham e Isaac
1964 Variazioni per orchestra
1965* Introitus in memorian T.S. Eliot
1965* Requiem canticles

SUONO HIFI STEREO anno 1 numero 1 maggio 1971 - Daniel Caimi

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