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  • Domenica 28 Giugno 2009 18:32
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 18:44
  • Scritto da David Guanciarossa

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L'ORGANO anatomia di uno stumento (II parte)

Abbiamo vista come si presentino oscure e lontane nei millenni le origini dell'organo; altrettanto incerta si presenta la nascita delle varie forme musicali di questo strumento: essa, oltre che essere legata all'evoluzione della civiltà musicale europea, è stata condizionata per lungo tempo dalle possibilità tecniche ed interpretative, un tempo veramente limitate, dello strumento. Nel Medio Evo esso era usato solo (per via della meccanica pesante c rudimentale) solo in poche occasioni nelle chiese: ivi l'organo aveva la funzione di intonare i canti della comunità; gli storici tramandano che spesso erano necessari diversi uomini per suonare e farlo funzionare. Il secolo XVI segna l'affermarsi dell'organo come strumento dotato di notevoli possibilità tecniche e foniche: in seguito all'introduzione di nuovi sistemi di trasmissione e catenacciatura era agevole per un solo esecutore (purchè vi fosse qualcuno che alimentasse i mantici) destreggiarsi con tasti e tiranti. In questo secolo la letteratura organistica, che fino ad allora contava di pochi generi musicali di carattere essenzialmente sacro (la sequenza, l'inno, il graduale) si arricchisce anche di forme profane che, per severità e ispirazione, erano preludio al principio della messa), l'interludio (durante il canone o l'offertorio) ed infine il postludio.Queste forme musicali, molto frequenti nel Nord Europa, ma quasi sconosciute altrove, erano assai poco frequenti nella musica di carattere sacro nei paesi latini. In Italia erano già affermati ai tempi di Gabrielli e di Frescobaldi la Fuga (meglio nota come il «Recercare», da cui prese origine), la canzona, il canone, e la toccata, sonata di stile elevato in un sol tempo per soli strumenti a nota fissa (organo, cembalo, clavicordio etc.).

Bach

In Germania si andava invece diffondendo un altro genere di composizione, che avrebbe assunto, con il genio di J. S. Bach, ad una delle più signicative espressioni della musica organistica: il corale. Il corale non era altro che la trasposizione all'organo dei canti della liturgia protestante (le cui parole furono curate in gran parte da Martin Lutero rifacendosi, ai passi del Nuovo Testamento): nella versione organistica essa consta di un «cantus firmus» generalmente affidato a registri da «Solo», del manuale o del pedalo (oboe, cromorno, cornetto, tromba) e della corrispondente armonizzazione.

Possiamo ben vedere dunque come gia nei sec. XVII e XVIII la letteratura organistica consti di un repertorio sacro e profano superiore ad ogni altro strumento allora esistente; anche l'avvento del pianoforte (che Bach stesso conobbe e suonò una volta negli ultimi anni della sua vita, ma non giudicò di competere col cembalo o col clavicordio) non tolse all'organo il predominio sulle forme musicali più conosciute e varie della letteratura di quel periodo. Infatti benchè il pianoforte ebbe nell'era romantica l'importanza e la diffusione che ognuno conosce, l'organo non fu mai da meno, occupando anche nel sec. XIX un posto di primaria grandezza nella civiltà musicale, per poi lentamente avviarsi verso il periodo di, decadenza agli inizi del nostro secolo.

«L'organo romantico»

L'organo romantico benchè rimaneggiato (non sempre con criterio) nella parte fonica introduzione di registri di carattere orchestrale come viole ed eufoni ed una quantità di registri di 8' che conferivano un timbro scuro e drammatico allo strumento) presenta tuttavia una tale fioritura di composizioni di stile sinfonico e orchestrale del tutto nuove. Il nuovo linguaggio della armonia romantica è ben diverso da quello severo e meditativo della polifonia classica: la grande ricerca dell'effetto immediato su chi ascolta ottenuto mediante i suggestivi ed astratti principi tonali con i quali si passava senza logica apparente da una forma ad un'altra nell'ambito di una composizione, non è che una delle tante prerogative del nuovo mondo musicale. Gli organisti romantici prediligevano molto la forma del corale, elaborandone in specie la parte del «solo» (ovvero la parte melodica della composizione) in modo da avvicinarsi allo stile sinfonico dei grandi pezzi per orchestra; introducevano inoltre, dei coloristici crescendo, diminuendo e sforzando completamente nuovi e di sorprendente effetto per questo strumento. Eccelsero nella musica romantica dell'organo l'arte di C. Franck, considerato non a torto dai suoi contemporanei il J. S. Bach del XIX secolo, le brillanti trasposizioni organistiche di Liszt e lo stile epico-sinfonico di Widor e Vierne.

Musica antica per organo in Italia
Frescobaldi, Pasquini, Zipoli, Casini, Bencini e Porpora. Organista: Fernan­do Germani - Organo di S. Maria del Riposo a Venezia. ARCHIV 2533043.

D. Buxtehude (1657-1707)
Preludi corali: Ach Herr, mich armen Sunder; In dulci iubilo; Wic schon leuchet der Morgenstern. Organisti: G. Litaize e De Klerk.

Historische Orgeln Europas
England, Holland, Spanien, Italien. Organista: E. Power Biggs - Su 16 or­gani. CBS S 77327 (3 dischi).

Portugaliae Musica
M. Rodriguez Coelho, Heliodoro de Palva. Organista: Montserrat Torrent Serra - Organo della cattedrale di Evo­ra. DGA 2533 069.

Bach
Passacaglia c tema fugato in do min.; toccata e fuga in fa magg.; preludio e fuga in la min. e in do magg. Organista: H. Walcha - Organo di Alkmaar in Olanda. DGG 139114.

Bach
Orgelbuchlein. Organista: G. Litaize. DECCA SXL 20222 (2 dischi).

Bach
Opera integrale per organo. Organi­sta: M. Chapuis. VALOIS.

Bach
Opera integrale per organo (primi due volumi). Organista: H. Walcha. DGG.

Grigny
Livre d'orgue. Organista: M. C. Alain. CURCI ERATO.

Historic organs of Europe
England (Aston, Dowland, Purcell,Tallys e altri); Holland (Bach, Mozart, e altri); Italy (Frescobaldi, Gabrielli, Gesualdo e altri); Spain (Angels, Dandrieu, Pasquini, Solar e altri). Organi­sta: E. Pawer Biggs. CBS S 77327 (3 dischi).

C. Franck
Opera integralc. Organista: J. De­messieux - Organo della Maddalena di Parigi. DECCA 11500912.

C. M. Widor
V sinfonia, meditation della I sinfonia.

Gigout
Scherzo c toccata. M. C. Alain. CUR-CI ERATO.

Max Reger
Fantasia e fuga sul nome BACH; toccata e fuga in re; introduzione e passacaglia in fa; 2 preludi corali op. 67. Organista G. Forstermann. PHILIPS 836996.

SUONO HIFI STEREO anno 1 - numero 5 novembre 1971

 

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