Template Joomla scaricato da Joomlashow

  • PDF
  • Lunedì 15 Giugno 2009 12:57
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 09:59
  • Scritto da David Guanciarossa

Indietro

La catena Hi-Fi

(VI parte - giradischi III parte)

 

L'altra volta abbiamo parlato del braccio di lettura e dei dispositivi a questo connessi. Non dimentichiamo tuttavia che quest'organo serve soprattutto a sostenere Ia testina. Quindi bisogna parlare un po' di quest'altro componente, importantissimo. L'abbiamo già fatto nel primo numero della Rivista, e cercheremo qui di non ripeterci, ponendoci su una posizione diversa. Mentre l'articolo Il Fonorivelatore presupponeva infatti una minima conoscenza di alcune nozioni basilari di fisica-elettronica, noi vogliamo rivolgerci ad una gamma più vasta di lettori.

Il «fenomeno testina» consiste in sostanza in questo: la testina (o fonorivelatore, o cartuccia, o pick-up), è sorretta dalla conchiglia (parte terminale del braccio) e poggia con una puntina sul disco, che ruota intorno al proprio centro. Sul disco vi è un lungo solco a spirale, continuo, che si avvolge dal bordo estremo fin quasi al centro: le pareti del solco non sono lisce, ma presentano lievi ondulazioni che, scorrendo sotto alla puntina, la fanno vibrare. Nella testina, le vibrazioni si traducono in un segnale elettrico con caratteristiche ben precise, che è trasmesso all'amplificatore per essere elaborato. Ma cerchiamo di analizzare meglio, cominciando dalla puntina.

Essa può essere conica o ellittica,e questo secondo caso è ben più frequente del primo negli impianti oltre un certo livello. Lo stilo incisore, infatti, ha sezione triangolare e si muove in senso radiale: quindi il solco non ha larghezza costante, ma è più stretto verso il centro della oscillazione, e più largo agli estremi: per intenderci, ciò che fa più o meno un pennino a «becco di papera» per la calligrafia in chiaroscuro. Perciò, la puntina conica dovrà sollevarsi verso il centro dell'oscillazione ed immergersi tutta nel solco agli estremi, producendo un movimento alternativo verticale (pinch effect) che ne pregiudica il risultato (l'effetto e maggiormente deleterio trattandosi di pick-up stereofonici, sensibili anche alle oscillazioni in senso verticale). La puntina ellittica, invece (ovviamente con l'asse maggiore orientato in direzione radiale) può seguire meglio le sinuosità del solco, comportandosi a un dipresso come lo stilo incisore. Entro certi limiti, il raggio di curvatura della puntina deve essere più piccolo possibile: ma non troppo, ad evitare che la stessa «sprofondi» nel solco non riuscendone a seguire perfettamente le ondulazioni, sbandando Si tende oggi a normalizzare i raggi di curvatura in circa 13µ per le puntine coniche, e in 18µ e 5µ per le puntine ellittiche (che, ovviamente, sono biradiali), come gia detto il mese scorso.

fig.18

I materiali più usati per la costruzione delle puntine sono lo zaffiro e il diamante, per la loro grande durezza (ricordiamo che la durezza di un corpo e la sua resistenza alla scalfittura e quindi al logorio per sfregamento, non alla rottura: nulla ha a che vedere la durezza con la fragilità: il diamante, come il vetro, e durissimo quanto fragile: se cade in terra si rompe, ma con una punta di ferro non si riesce a scalfirlo), con netta prevalenza di quest'ultimo nell'hi-fi, ove lo zaffiro non è quasi usato.

La puntina é sostenuta direttamente da un'astina, ad una estremita della quale è incollata: l'altra estremita si introduce nella vera e propria cartuccia, e vi è fissato un magnetino, o una piccola bobina o altri piccoli elementi a seconda del tipo di fonorivelatore. E' chiaro che, se la puntina deve vibrare, deve essere montata su un sostegno che lo consenta. Per questo si parla di elasticità dell'asta (compliance, in inglese) o cedevolezza. Occorre però precisare che la compliance non dipende dall'astina, che è rigida: infatti, se l'astina si piegasse, l'elemento fissato alla estremita opposta alla puntina non seguirebbe in modo solidale e simmetrico le sue oscillazioni. E' dunque ii sostegno dell'asta che conferisce elasticità: esso deve consentirle di spostarsi, ma nello stesso tempo deve tendere a riportarla nella posizione centrale: insomma, si tratta di un supporto elastico. Di solito, infatti, Ia puntina si sostiene attraversando un tamponcino di gomma, fissato all'armatura della testina; la gomma oppone poca resistenza allo spostamento dell'asta, pur tendendo a riportarla nella posizione primitiva. Una testina elastica avrà bisogno di una pressione di appoggio inferiore rispetto ad una meno elastica, per seguire il medesimo solco: solo di riflesso, quindi, la cedevolezza influisce nella qualità di un fonorivelatore, consentendogli di tracciare a pressione minore: la pressione d'appoggio aumenta al diminuire dell'elasticità.

La variazione del segnale elettrico si ha, come vedremo meglio nel prossimo numero, col variare della posizione dell'elemento opposto alla puntina sull'asta rispetto ad altri elementi fissi tra i quali, o nel cui campo elettrico, esso e immerso. Quindi è evidente che l'astina deve muoversi rispetto alla testina, che, deve quindi star ferma. Se non vi fosse elasticità, ad ogni minima oscillazione della puntina corrisponderebbe un movimento di tutta la cartuccia e del braccio, e non si avrebbe quindi alcun fenomeno elettrico, poichè nessun movimento rispettivo avverrebbe all'interno della testina. La forza necessaria per vincere la resistenza allo spostamento dell'astina, quindi, dev'essere decisamente inferiore a quella necessaria per spostare il braccio: una maggiore elasticità comporta un rapporto fra le due forze più favorevoli. Cioè, la massa dinamica dell'equipaggio mobile dev'essere piu bassa possibile, ed essa diminuisce con I'aumentare della elasticità.

Siamo quindi giunti... dall'altra parte della testina, dove, abbiamo detto, fissato un piccolo componente dal quale dipende la trasduzione. Dobbiamo quindi distinguere ora i vari tipi di pick up (ciò che già è stato fatto in Il Fonorivelatore, ma cercheremo di semplificare e di parlare più di elettrologia che di elettronica). La prossima volta, dunque, descriveremo i diversi possibili sistemi di trasduzione, e parleremo della piezoelettricità e dell'induzione, che sono i due principali fenomeni elettrici che ci interessano, ed anche della differenza tra una testina monofonica ed una stereofonica e, conseguentemente, tra un disco mono e uno stereo. Non abbiamo qui parlato delle caratteristiche tipiche dei fonorivelatori, come separazione, bilanciamento, risposta, efficienza eccetera, poiche non ci riguardano direttamente. Tuttavia, esse sono ampiamente illustrate nel sopracitato articolo Il Fonorivelatore

 

Inizio pagina | Indietro