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  • Lunedì 15 Giugno 2009 12:42
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 10:00
  • Scritto da David Guanciarossa

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Le cassette

 

 

cassetta

Nel 1954 George Eash, americano, brevettava un sistema di bobina con nastro «senza fine» racchiuso in una conchiglia di plastica. Nel 1964, il gigante Philips olandese, lanciava la «minicassette», versione migliorata e definitiva di questa formula di musica in scatola, di musica tascabile che molte ditte, prima della Philips avevano tentato di commercializzare (La RCA già nel 1959 con un nastro di 1/4 di pollice con la velo­cita di 9,5 cm/s che annunciava lo Stereo 8; poi nel 1960 la CBS insieme alla 3M company con un nastro di 1/8 di pollice per una velocita di 4,75 cm/s, cioè come il formato attuale, ma con un sistema di avvolgimento scomodo e dunque ccntraddittorio con lo scopo commerciale del «fenomeno cassette»).

L'esplosione commerciale si può tradurre in queste cifre relative soltanto agli Stati Uniti:
- nel 1968: 25 milioni di dollari di cassette registrate vendute;
- nel 1969: 75 milioni di dollari di cassette registrate vendute;
- nel 1970: 105 milioni di dollari di cassette registrate vendute.

Mentre la progressione del disco in questi stessi tre anni è stata: 1124, 1170, 1200 milioni di dollari.
La produzione degli apparecchi registratori-riproduttori di cassette ha conosciuto la stessa progressione (secondo l'Ampex): nel mondo nel 1966, 200.000 apparecchi; nel 1967, 600.000; nel 1968, 1.700.000; nel 1969, 3.400.000; nel 1970 4.700.000

Perchè ii successo?

Comodità: fino a 120 minuti contenibili in tasca, per produrre musica in casa, in auto (molto importante) in barca o sulla spiaggia, su apparecchi portatili per sentire in macchina il nastro inciso in buone condizioni a casa sull'impianto HiFi.

Compatibilità: Philips ha standardizzato immediatamente il sistema di lettura in modo da permettere la compatibilità di lettura mono o stereo con qualsiasi tipo di apparecchio utilizzato (Vedi disegno delle piste).


piste registrazione

Abbondante catalogo di titoli incisi: più di 3000 titoli di tutte le case discografiche e di tutti i generi musicali. Importante in Italia dove non entrano le bobine incise.

Presentazione: per il non intenditore, inserire la cassetta nell'apparecchio e sentire musica è un miracolo di comodita che non cerca nemmeno di spiegare. La cassetta suona e basta. Non sa il nostro consumatore l'acrobazia tecnica che costi­tuisce far suonare bene per 60, 90 o addirittura 120 minuti it micro-nastro. La domanda che si pone un lettore di una rivista che si preoccupa della qualita del suono e invece:

Quale qualità di riproduzione possiamo pretendere dalle cassette?

Pure essendo il rapporto comodità-qualità notevole, la qualità pura ne è limitata. La velocità di scorrimento e la larghezza delle piste che sono 4 (due programmi stereo) su un nastro di 3,81 mm limitano in partenza le pretese La bassa velocità limita i suoni acuti e la scarsa larghezza del nastro impedisce un buon valore del rapporto segnale-disturbo.

Tuttavia il fantastico successo commerciale ha costretto i fabbricanti ad orientare il loro, genio sull'enfant prodige «Mini-cassette». Gli ultimi accorgimenti della tecnologia del nastro e dell'Hi-Fi le sono dunque stati applicati al fine di abbracciare la totalità del mercato del suono: dal bambino di 5 anni, all'audiofilo più avvertito equipaggiato di «Dolby», « cursori lineari» e «va-meter». La cassetta è stata dotata di nastro low-noise, poi di nastro al biossido di cromo, che migliorano la dinamica e la restituzione delle frequenze acute, infatti il biossido di cromo ha una grande sensibilità alle lunghezze d'onde corte, quindi alle frequenze alte. In tal modo la cassetta soffre di meno degli effetti di bassa velocita di scorrimento. Infatti con una dinamica più alta, ad un determinato segnale inciso corrisponde una più grande generosità di restituzione, che si manifesta soprattutto sulla parte alta della banda audio.

Perciò alla domanda: Hi-Fi si o no, rispondiamo: no con una cassetta comune registrata e suonata su un apparecchio normale (la risposta in questo caso sara da 100 a 7.000 Hz), Hi-Fi si (con una piccola restrizione per i puristi) quando il nastro è a basso rumore di fondo, alta dinamica o CR02..., intendendo con questi termini quegli accorgimenti che evitano un'attenuazione del segnale registrato per insufficienza di dinamica. Teniamo presente che è da evitare il nastro da 120 minuti, troppo sottile e fragile, che si tende e strappa facilmente, e ha delle qualità magnetiche non eccellenti. Ultimamente I'applicazione del circuito Dolby (abbassamento del fruscio) sugli apparecchi piu complessi risolve il problema del rumore di fondo senza «tagliare» eccessivamente le frequenze alte.

A questo livello però registrare su cassette diventa un po' un controsenso o, per lo meno, significa sacrificare la comodità, perchè le regolazioni da effettuare sull'apparecchio (bisogna equalizzare il bias secondo il nastro, inserire o meno il Dolby, aggiustare il livello di registrazione) diventano complesse come su un registratore a bobine, per una qualità comunque inferiore e un prezzo eguale (circa 300.000 lire in entrambi i casi). Bisogna tuttavia riconoscere che il risultato d' ascolto che nasce tra un nastro ad alta dinamica ed un registratore con Dolby e sorprendente e appena inferiore, almeno all'ascolto, ad una incisione effettuata a 19 cm/s su bobina e nastro di 1/4 di pollice.

La cassetta e it suo futuro

- E' nato il nastro low-noise.
- E' nato il nastro al biossido di cromo.
- E' nato l'apparecchio a cassette col Dolby.
- E' nato il Reverse-o-matic (riproduzione bidirezionale) sugli apparecchi a cassette.
- E' nata la follia tecnica della cassetta quadrifonica a... 8 piste. Sembra che gli argomenti a favore della cassetta siano sufficienti A meno che non si sviluppi un certo Hi-Pack, già nato anche lui in Giappone, come prevedibile, che si propone di far meglio delle cassette. La conversione ci sembra difficile, ma 10 fabbricanti giapponesi si sono messi insieme....


D. C.

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