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  • Domenica 14 Giugno 2009 14:21
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 10:01
  • Scritto da David Guanciarossa

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L'antenna per il sitonizzatore

 

Acquistato il sintonizzatore, occorre collegarlo ad una buona antenna per poter utilizzare tutte le sue prestazioni di sensibilità e di fedeltà.

Per convincersi di ciò, basterà considerare che, fra i dati più significativi delle qualità di un sintonizzatore, e il rapporto segnale/disturbo, che deve essere, a pari sensibilità, il più alto possibile. Non vale munirsi di apparecchiature miracolose (e costose), se poi si trascura il fatto che anche l'antenna ha il suo valore di segnale/disturbo ed e proprio questo valore la base di partenza delle qualità di un complesso di ricezione. Occorre che tutti gli anelli della catena siano di pari qualità.

Le uniche trasmissioni radio ad alta fedeltà sono quelle fatte nella gamma a modulazione di frequenza (FM). Nelle altre gamme d'onda, trasmesse in modulazione d'ampiezza (AM), vengono tagliate le frequenze alte a causa del poco spazio disponibile per ognuna delle numerosissime stazioni trasmittenti mondiali. Inoltre, mentre nella FM è possibile eliminare quasi completamente i disturbi accidentali, nella AM tali disturbi arriveranno fino all'altoparlante.

Le trasmissioni nelle gamme di frequenze usate per la AM possono arrivare in tutto il mondo, perchè possono seguire la curvatura terrestre e vengono riflesse ripetutamente dagli alti strati dell'atmosfera. Nella gamma in FM questo non avviene, poichè a queste frequenze i fenomeni di riflessione sono molto limitati e del tutto accidentali. In altre parole, le trasmissioni in FM non vanno molto oltre l'orizzonte. Questo è senz'a!tro un inconveniente, ma è anche un vantaggio. In questo modo ogni stazione può disporre di ampio spazio di frequenze per poter trasmettere, anche in stereofonia, programmi in alta fedeltà.

Il fatto che le onde in FM si trasmettano in linea retta, arrestandosi contro eventuali ostacoli incontrati net loro cammino, fa intuire che i segnali saranno tanto più forti e regolari, a mano a mano che ci innalziamo dal terreno. Inoltre esistono anche tante fonti di disturbo i cui effetti diminuiscono con la distanza, e, siccome tali fonti si trovano in prossimità del suolo, con l'altezza, diminuisce anche l'entità dei disturbi. Sono fonti di disturbo principalmente le linee elettriche, i motori e i trasformatori elettrici, i sistemi di accensione dei motori a scoppio ed il terreno stesso perchè propaga tali disturbi.

Se capteremo il segnale trasmesso il più in alto possibile, avremo un maggior raggio di ricezione, un segnale utile più intenso e regolare, e una minore intensità di disturbi. Anche in senso orizzontale sarà bene allontanarsi per quanto possibile da ostacoli e da tutto ciò che possa disturbare la ricezione. Per lo stesso motivo si raccomanda di montare l'antenna curando bene il suo isolamento da terra.

In pratica si tratterà di installare l'antenna e di collegarla al sintonizzatore col miglior rapporto segnale/­disturbo.

In generale le antenne sono circuiti che possono essere sede di correnti oscillanti in un campo di frequenze determinato. Tali circuiti vengono alimentati dal campo elettromagnetico eccitato dalla trasmittente. Le correnti oscillanti captate dall'antenna che recano il messaggio della trasmittente vengono inviate al sintonizzatore. Il sintonizzatore seleziona la frequenza voluta, la amplifica estraendo dal segnale ricevuto il programma che sarà poi inviato all'amplificatore e agli altoparlanti.

I tipi di antenna più usati in FM per ricevere i programmi trasmessi per il pubblico sono il dipolo aperto e quello ripiegato.

tipi di dipoli

Dalle caratteristiche della corrente circolante nei dipoli, si è calcolato che essi offrono una resistenza al segnale di circa 75 ohm nei dipoli aperti e di circa 300 ohm in quelli ripiegati. I due conduttori che par­tono dall'antenna sono sede di correnti simmetriche: quando l'una e positiva, l'altra è negativa e viceversa. Oltre degli elementi attivi descritti, l'antenna può essere dotata di elementi passivi non collegati, che migliorano il risultato. Questi elementi possono rinforzare il segnate (riflettori) e/o regolarizzare il campo circostante arrestando anche i disturbi trasversati (di­rettori) (fig. 3).

antenna a più elementi

Le antenne captano meglio o anche esclusivamente da una certa direzione, perciò, nel montarle occorrerà tenere presente la loro direzionalità, orientandole fino ad ottenere il migliore segnale possibile.

Quando l'antenna, come ogni apparecchiatura elettrica, viene collegata ad altri circuiti, gli accoppiamenti dovranno avere le sue stesse caratteristiche di resistenza e di bilanciamento.

Per collegare le antenne agli apparecchi che le utlizzano, ci si serve di cavi di discesa, tali da provocare Ia minima attenuazione del segnale ed evitare l'introduzione di ulteriori segnali di disturbo. Generalmente si utilizzano cavi a due conduttori paralleli (piattine) la cui resistenza è di 300 ohm simmetrici e cavi mo­nopolari schermati da 75 ohm asimmetrici. La piattina è direttamente collegabile ai dipoli ripiegati, ma è meccanicamente meno resistente e, soprattutto, è sensibile ai disturbi circostanti. Si può ovviare a quest'ultimo inconveniente evitando di farla passare vicino a tubazioni e a linee elettriche specialmente se parallele ad essa, e, sempre per lo stesso scopo, è bene avvolgerla su se stessa in senso longitudinale per tratti distanti 20 ± 40 cm.

L'altro tipo di cavo di collegamento, sicuramente più consigliabile, è quello coassiale schermato, che richiede, però l'uso di adattatori di accoppiamento per adeguare, sia eventualmente la resistenza, sia il bilanciamento, dovendo passare da un segnale d'antenna simmetrico ad un segnale asimmetrico.

Questi adattatori sono trasformatori per alte frequenze calcolati secondo le resistenze necessarie e collegati secondo il tipo di simmetricità desiderata.

Tali trasformatori possono lavorare nei due sensi. Per esempio, il trasformatore può essere usato per trasformare un segnale di 300 ohm simmetrico in uno di 75 ohm asimmetrico, sia per portare un segnale asimmetrico di 75 ohm a 300 ohm simmetrici.

Esiste infine un ultimo problema: collegare la discesa all'utilizzatore. Se la presa d'antenna del sintonizzatore avrà le caratteristiche di resistenza e di simmetria uguali a quelle del cavo di discesa, basterà collegare il cavo direttamente alla presa prevista. Se il cavo avrà caratteristiche diverse da quelle previste per il sintonizzatore da collegare, occorrerà interporre un trasformatore del tipo adatto fra quelli gia descritti.

Nelle prese d'antenna previste nel sintonizzatore indicata in genere l'impedenza prevista, mentre per la simmetricità, avremo prese a due contatti per quelle simmetriche e prese ad un solo contatto schermato per quelle asimmetriche.

E' anche possibile utilizzare l'antenna televisiva per il primo canale, specialmente se è munita di amplificatore d'antenna, che motto spesso ha gia un uscita prevista per la FM. Sia che manchi l'amplificatore d'antenna, sia che questo non sia munito di uscita supplementare, per poter utilizzare un'unica antenna, sarà necessario usare un disaccoppiatore. Anche in tutti questi collegamenti occorrerà rispettare le impedenza e le simmetricità di ciascun componente, con l'uso eventuate di trasformatori. In quelle località dove è possibile ricevere segnali da stazioni poste in direzioni diverse, sarà necessario usare antenne non direzionali o anche più antenne. Esistono anche antenne dotate di sistema di rotazione a motore comandabile e controllabile a distanza, per potersi sintonizzare su stazioni dislocate in diverse direzioni.

Per proteggere le apparecchiature dai fulmini è bene montare lungo la discesa della antenna un dispositivo previsto per tale scopo. Ultima raccomandazione: spruzzare abbondantemente tutte le giunzioni esposte alle intemperie, trasformatori compresi, con appositi preparati impermeabilizzanti di sostanza plastica.

 

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