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  • Domenica 14 Giugno 2009 13:49
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 10:02
  • Scritto da David Guanciarossa

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La catena Hi-Fi

(IV parte - giradischi I parte)

 

Da questo mese cominciamo ad esaminare un pò più da vicino i vari anelli della nostra catena. Le abbiamo già dato uno sguardo d'insieme, tanto per averne un'idea generale, e pensiamo che ciò sia utile per meglio comprendere quanto diremo (se non altro, ci eviterà di far confusione con i termini).

Iniziamo dalla prima maglia della catena: essa è la sorgente sonora, cioè (tralasciando per il momento il registratore ed il sintonizzatore radio) la piastra di lettura.

Essa si compone di:

un piatto giradischi;
un motore atto a far ruotare il piatto;
un braccio di lettura;
una cartuccia fonorivelatrice, fissata al braccio.

Naturalmente, una piastra deve sostenere questi organi essenziali, che sono racchiusi poi da una scatola di legno e protetti a volte da un coperchio di plexiglass.

Il giradischi è un oggetto più delicato e più complesso di quanto a prima vista possa sembrare. Il grammofono a manovella del nonno quindi sarà meglio lasciarlo all'ufficio di semplice soprammobile.

II disco deve ruotare ad una velocità precisa (cioè costante) ed esatta (cioè dev'essere quella giusta), ed il piatto dev'essere perfettamente centrato. Le vibrazioni meccaniche non devono propagarsi alla testina ed il funzionamento sia del motore, sia dei manovellismi deve essere il più silenzioso possibile.

Ma andiamo per ordine: cominciamo dalla velocità. Esistono quattro velocità di rotazione standard, seguite cioè da tutte le Case che producono giradischi e dischi. Esse sono: 78 giri al minuto, 45. giri/min, 33 e 1/3 giri/min e 16 e 2/3 giri/min. Di esse, la velocità di 33 giri e un terzo è la più utilizzata (anzi, diremmo la sola) per i dischi stereo alta fedeltà, e a 45 girl sono i dischi di 17 centimetri di diametro, quelli del juke-box; la velocità di 78 giri/min era usata anni or sono (fino circa al 1950), e i dischi a 16 e 2/3 giri/min sono rarissimi e per lo più di parlato. Alcuni dei migtiori giradischi del momento sono sprovvisti della velocità di 78 girl/min, e pochi sono dotati del 16 giri e 2/3; dai dischi 78 giri infatti non bisogna certo aspettarsi una audizione ad alta fedeltà.

La velocità, qualunque essa sia, deve essere costante. E' meglio per esempio avere un giradischi con una velocità di 33 girl e mezzo, o 34, ma uniforme, che una velocità in media di 33 e 1/3, ma con oscillazioni, seppur lievi. Infatti, una velocità maggiore comporta un aumento della velocità delle vibrazioni della puntina, e quindi un tono più alto: un fa diventerà ad esempio, un fa diesis. Se la velocità è inferiore le vibrazioni sono più lente ed il suono più cupo: il fa diventerà un mi. In questi casi, però, il suono, sebbene falsato, rimane continuo ed uniforme. Se invece il piatto non ha una velocità costante, la nota salirà o scenderà di tono secondo le variazioni della velocità: si avrà così una specie di lamento, di pianto: con termine tecnico, wow (ondulazione).

L'esattezza della velocità si controlla con lo stroboscopio (ne abbiamo inserito uno nel n. 3 di Suono stereo). Si tratta di un apparecchio semplicissimo quanto utile, costituito da un dischetto di materiale rigido sul quale sono riportate tante serie di righette quante sono le velocità che consente di verificare, disposte radialmente, equidistanti fra loro. Si illumina lo stroboscopio con una lampada alimentata con la corrente alternata di rete. La distanza delle tacche dello stroboscopio è calcolata in modo che in un punto ne passi una ogni centesimo di secondo: poichè la frequenza di rete e di 50 Hz (la lampadina si accende e si spegne 100 volte in un secondo), illuminando quindi 1/100 di sec si e uno no le tacche: esse appariranno ferme, perchè nell'attimo di buio una avrà preso il posto dell'altra. L'effetto è meglio visibile con una lampada al neon, che ha meno inerzia ed è quindi piu netto il divario fra il momento in cui illumina ed il momento in cui si spegne. Anche se è difficile da spiegarsi, in pratica la cosa è molto più semplice.

Se le tacche non appaiono ferme, ma sembrano ruotare lentamente nel senso contrario a quello del disco, la velocità e troppo lenta; caso contrario e troppo elevata. La manopola di regolazione fine della velocità serve appunto a compensare questi errori.

Alcuni giradischi, tra quelli di qualità piu elevata, sono dotati di uno stroboscopio fisso: le tacche possono trovarsi sulla parte esterna del piatto (per esempio su alcuni Dual, Garrard), oppure possono essere sotto al piatto e, illuminate da una piccola lampada al neon, essere visibili attraverso un sistema di specchi o prismi (Sony, Thorens). E' certo una soluzione più pratica, perchè permette di controllare l'esattezza della velocità in ogni momento durante l'ascolto, ed anche più elegante.

Il dispositivo di regolazione fine può funzionare con un freno magnetico, o con un regolatore meccanico centrifugo, o con pulegge coniche (il sistema più usato), o in altri modi, tutti validi purchè realizzati seriamente.

L'wow può essere verificato con lo stroboscopio o ocusticamente, con l'aiuto di un disco su cui sia incisa una nota perfettamente sinusoidale o, comunque, di tono costante. Il «lamento» sarà facilmente apprezzabile ad orecchio, produce suoni un pò simili al registo vibrato dell'organo.

Anche se più facilmente constatabile dell'errore di velocità, l'wow è un difetto ben più grave, come già detto, e difficilmente eliminabile. Le sue cause possono essere molteplici. Un buon piatto non deve pesare meno di un chilogrammo, ed il suo peso deve essere distribuito nella maggior parte verso l'esterno, così da avere una grande massa ed una grande forza d'inerzia: il piatto agisce quindi come un volano, rendendo più uniforme il movimento trasmesso dal motore.

L'wow normalmente deve contenersi almeno entro l'1% nei giradischi di qualità; un wow dell'ordine dello 0,1% proprio di una piastra decisamente di altissima qualità.

E' difficile che il motivo di un wow eccessivo sia da imputarsi alla costituzione del giradischi, rimanendo nell'ambito degli apparecchi di alta fedeltà. Frequente è un cattivo centraggio del disco, o perchè il foro centrale è troppo largo, rispetto al perno, oppure perchè esso non coincide perfettamente col centro del disco. Ogni punto di esso quindi ruota secondo un'ellisse di cui il perno è uno dei due fuochi, ed il pick-up è costretto quindi ad un leggero movimento alternato, ad ogni giro del disco, verso il centro o verso l'esterno: quando la testina si sposta verso l'esterno la tonalità del suono si innalza, mentre quando la testina si sposta verso il centro essa si abbassa. Altra causa dell'wow può essere la non perfetta planeità del disco: in tal caso, la puntina e sottoposta ad un «su e giù» che si ripercuote net tono. C'e poco da fare se i dischi sono eccentrici, ma una buona conservazione (non sotto il sole o al caldo, per esempio) può evitare che la puntina sia sottoposta a delle... montagne russe che non le sono certo salutari: scherzi a parte, anche il fonorivelatore può a lungo andare riportare danni, o almeno deteriorarsi, specialmente per quanto concerne l'elasticità dell'asta di sostegno della puntina.

Un cenno sulla potenza del motore: essa non deve essere eccessiva, ma appena sufficiente, anche se il piatto impiega più tempo per acquistare velocità. Un motore poco potente, infatti, ha meno possibilità di agire per induzione sulla testina magnetica, il che produce il cosiddetto ronzio.

Abbiamo detto all'inizio che un giradischi non deve vibrare. Infatti le vibrazioni meccaniche verrebbero captate dal fonorivelatore, che le riprodurrebbe amplificate, originando un rumore di tondo di intensità molto bassa, tanto più evidente quanto migliori sono le caratteristiche del resto dell'impianto, a parità di giradischi. Si tratta, con parola tecnica, del rumble (l'inglese regna nel campo dei termini tecnici nell'hi-fi!). Il rumble si misura in decibel negativi, in rapporto ad un segnale di 110 Hz inciso alla velocita di 1,4 cm/sec.

Riguardo al cambiadischi automatico, diciamo che esso non è molto apprezzato dai puristi. Il braccio deve essere più libero possibile nei suoi movimenti, svincolato da ogni menovellismo che possa introdurre un certo attrito. Tuttavia, esistono oggi dei cambiadischi di qualità ottima; il loro acquisto, però, e ancora più delicato dell'acquisto di un normale giradischi.


M. M.

 



SUONO HIFI STEREO anno 1 - numero 6 dicembre 1971

 

 

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