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  • Sabato 13 Giugno 2009 13:21
  • Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 10:04
  • Scritto da David Guanciarossa

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La catena Hi-Fi

(I parte)

 
La parola «catena» esprime in maniera chiara il concetto di legame che esiste tra le tre funzioni fondamentali di un sistema di riproduzione HI-FI (HIgh FIdelety - alta fedeltà).
[La nascita del termine si fa risalire al 1936, anno in cui la RCA, detentrice del brevetto sul tetrodo a fascio, realizzò una valvola che, nelle sue innumerevoli varianti, finì per equipaggiare una infinità di apparati audio dagli anni 30 fino ai giorni nostri: la 6L6. Apparvero immediatamente una serie di amplificatori di potenza elevata ed alta qualità, al punto che lo slogan dell’Olympia Radio Show di quell’anno fu "This Is The Year of High-Fidelity". Il termine iniziò ad essere utilizzato dagli appassionati di musica per indicare delle apparecchiature per la riproduzione del suono dotate di qualità superiore alla media. Si è particolarmente diffuso con l'avvento della stereofonia, che per le sue caratteristiche, rendeva l'effetto di diafonia del suono naturale, garantendo una qualità di ascolto superiore ma imponendo necessariamente una maggiore qualità delle apparecchiature di riproduzione. (tratto da Wikipedia)]

I tre componenti di un sistema Hi-Fi

I tre componenti di un sitema hi-fi.

Il primo anello è rappresentato dalla sorgente di informazione sonora, può essere costituito da un giradischi, un ricevitore radio, un registratore, ecc. E' qui che avviene la prima trasduzione (conversione) da una vibrazione meccanica (incisione del disco) ad un segnale elettrico (generato dalla testina di lettura o fonorivelatore).
Il segnale elettrico che proviene da questo primo anello non è mai sufficientemente potente per riuscire ad eccitare l'altoparlante, quindi ha bisogno di venir amplificato (rinforzato) senza alterazioni di forma.

Funzionamento fonorivelatore
Schema di principio di funzionamento di un fonorivelatore
A - Segnale in uscita del fonorivelatore
B - Segnale amplificato
Schema di principio del funzionamento di un altoparlante.

Questa funzione viene svolta dal secondo anello: l'amplificatore. All'uscita dell'amplificatore il segnale elettrico è sufficientemente «potente» per poter pilotare l'altoparlante.
La funzione di quest'ultima parte della catena è quella di effettuare la seconda trasduzione e più precisamente di convertire il segnale elettrico in arrivo in vibrazione acustica.


NOTA.

In questa nota si intende chiarire l'esatto significato delle parole «alta fedeltà» e «stereofonia». Un impianto ad alta fedeltà potrebbe anche non essere stereofonico , come un impianto stereo non implica necessariamente la qualità alta defeltà. Si dice che un impianto di riproduzione sonora è ad Alta Fedeltà quando tutti gli elementi che lo compongono rispondono a delle precise norme stabilite da appositi enti (il più importante è I.H.F. Istituto di Alta Fedeltà). In pratica si può parlare di alta fedeltà solo quando il suono, pur passando attraverso vari apparecchi meccanici ed elettronici, ci viene restituito il più possibile inalterato. La Stereofonia è invece una particolare effetto acustico che si ottiene quando il suono viene captato e restituito da due sistemi di registrazione/incisione e riproduzione paralleli, contemporanei e indipendneti l'uno dall'altro. Ciascuno di questi due sistemi deve essere in grado di riprodurre tutte le frequenze acustiche (20 - 20000 Hz). Gli altoparlanti debbono invece essere in grado di ricreare la localizzazione spaziale degli strumenti della fonte originale.



A) Sistema di riproduzione monofonico
B) Sistema di riproduzione sterofonico



SUONO HIFI STEREO anno 1 - numero 3 settembre 1971

 

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