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  • Lunedì 06 Luglio 2009 15:11
  • Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 16:30
  • Scritto da David Guanciarossa
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Abbinamento dei componenti: Pick-up - Amplificatore

Le cose che più spaventano certi appassionati in procinto di acquistare un impianto sono la tensione d'uscita del pick-up e la sua impedenza di carico in relazione alla sensibilità, alla impedenza d'ingresso ed alla potenza massima di uscita dell'amplificatore.

Diciamo subito che la quasi totalità dei pick-up in commercio, se collegati alla presa prevista per la categoria cui appartengono (magnetici di vario tipo o piezoelettrici) saranno certamente in grado di funzionare egregiamente qualunque sia l'amplificatore o il preamplificatore cui vengono collegati. Vi sono alcune eccezioni, che confermano la regola, e si può verificare che si tratti proprio di un caso di questi dall'esame delle caratteristiche sopra citate.

I fabbricanti però non cercano in nessun modo di facilitare il compito agli acquirenti e non adottano uno standard unico che consenta confronti veramente significativi tra i loro prodotti, per cui in pratica chi non ha molta familiarità con le grandezze in questione non può sperare di trarsi d'impaccio. Come regola generale, abbastanza valida, si puà assumere quella che una testina quanto più é di qualità e quindi costosa, tanto meno segnale fornisce. Fanno eccezione alcuni pick-up tra cui quelli che hanno bisogno di un alimentatore indipendente, che forniscono già un segnale preamplificato da inviare ad una entrata ad alto livello, e quelli a bobina mobile che sono spesso corredati di trasformatore elevatore di tensione.

La sensibilita dell'ingresso fono magnetico degli amplificatori é espressa in mV. Tale tensione, che in generale é compresa tra 1 e 3 mV, é la minima che si deve applicare all'ingresso per ottenere all'uscita la potenza massima. Non si può peró paragonare direttamente questo data a quello relativo al voltaggio fornito dai pick-up, che viene riferito ad una precisa velocità di incisione, in quanto i dischi non vengono incisi a velocità costante (attenzione, non quella di rotazione ma quella di vibrazione della puntina) per cui all' uscita di un pick-up magnetico é sempre presente un voltaggio molto variabile che presenta picchi molto al di sopra dei 3 mV (Fig. 1).

 

In generale si puó presumere che un pick-up magnetico di qualità media (15/25.000 lire) utilizzato per leggere un disco inciso a livello media-alto fornisca un voltaggio oscillante intorno ad un valore media di 2-4 mV. In queste condizioni qualunque amplificatore sarà in grado di fornire ampiamente la massima potenza nei picchi di incisione, che possono comportare 30-40 mV di segnale, anche con il controllo di volume in posizione intermedia; sarà anzi impossibile portare tale controllo al massimo, pena una riproduzione molto distorta nei pieni orchestrali e comunque presentante tutti i picchi tagliati al livello della massima potenza che l'amplificatore é in grado di fornire (Fig. 2).

 

Avviene peró molto spesso di incontrare incisions effettuate a livello media molto basso e sono in genere le migliori; queste presentano una dinamica maggiore per cui i picchi di velocità raggiungono valori molto elevati. In queste condizioni, visto il livello generale piuttosto basso, il controllo del volume andrà tenuto su posizioni più avanzate. In queste condizioni, se l'amplificatore non è in grado di fornire la potenza corrispondente al massimo voltaqgio inviatogli all'ingresso, si avrà distorsione dello stesso tipo del caso precedente, in cui si era supposto di alzare troppo il volume in presenza di segnale media alto.

Indipendentemente dal rendimento del pick-up e quindi dal segnale fornito, quando si debbano leggere dischi incisi a livello motto basso sorgono altri problemi inerenti il rumore di fondo.

Questo può essere dovuto a svariati motivi tra i quali: collegamenti male effettuati, presa di terra non efficiente, campi magnetici dispersi, rumore proprio dell'amplificatore e rumore introdotto dal giradischi. Nel caso in esame proprio quest'ultimo rumore può risultare particolarmente dannoso, infatti, considerando di utilizzare un giradischi di qualità scadente che produca segnali, sia pure infracustici, di una certa entità, con un amplificatore e delle casse molto buoni, che siano quindi in grado di amplificare e riprodurre anche frequenze molto basse, si corre il rischio di rovinare gli altoparlanti.

Risulta quindi chiaro come, per sfruttare convenientemente il segnale fornito da dischi molto buoni, occorrano principalmente un amplificatore (oltre che dei diffusori) abbastanza potente ed un giradischi sufficientemente sitenzioso.

Si può dire che la potenza limite sia, con casse di media efficienza e locale di ascolto normale, di almeno 20 + 20 Watt ed il rumore del giradischi debba essere inferiore ai 40/45 dB (cioé 40 dB, 45 dB, 50 dB,...). Nel caso si utilizzi un pick-up molto buono capita spesso che con dischi incisi a basso livello non si riesca ad ottenere un'intensità sonora sufficiente se non alzando molto il volume; può quindi risultare difficile l'utilizzazione del Loudness, che funziona mediante un circuito collegato al controllo di volume in maniera tale che oltre una certa posizione viene escluso.

A questo panto si é visto come tra le caratteristiche che influiscono sul buon funzionamento dell'impianto, la tensione di uscita del pick-up sia quella che riveste all'atto pratico la minore importanza. Questo fatto ci induce a consigliare ai meno esperti di non preoccuparsene affatto, per concentrare invece la loro attenzione sugli altri dati quali la compliance (elasticità), il peso minimo di lettura, la risposta in frequenza ed il tipo di puntina.

Quanto alla sensibilità d'ingresso dell'amplificatore, basta accertarsi che sia espressa da un numero di mV inferiore od uguale a 3 mV e che possa accettare, ove indicato, segnali di picco di almeno 40 mV senza venirne sovraccaricato. L'altro dato, cui abbiamo accennato é l'impedenza di carico del pick-up e quella d'ingresso degli amplificatori, che debbono avere ovviamente lo stesso valore; infatti l'impedenza di carico indicata dal costruttore é quella che ottimizza le condizioni di lavoro del rivelatore e quando questo viene collegato all'ingresso dell'amplif. l'impedenza che lo carica e proprio quella dell'ingresso stesso.

Questa é una grandezza elettrica cui non é immediato attribuire la funzione specifica nel caso in questione. Quando si applica una tensione costante ai capi di un conduttore, si instaura un moto di cariche che costituisce una corrente continua e questa fa una certa fatica a scorrere perché incontra una «resistenza» paragonabile all'attrito dinamico. Quando attraverso lo stesso conduttore facciamo passare una corrente alternata, come nel caso dei segnali generati dal pick-up, nella quale le cariche oscillano avanti e indietro, nascono un certo numero di fenomeni per cui tale corrente incontra una resistenza diversa alla trasmissione del moto da un capo all'attro del circuito: tale «diversa resistenza» prende it nome di «impedenza».

Il pick-up magnetico é un generatore di tensione variabile che per funzionare correttamente ha bisogno di essere caricato, ha bisogno cioé di applicare questa tensione ai capi di un circuito presentante una certa impedenza. in queste condizioni inizia a scorrere una certa corrente, la quale attraversa anche il pick-up stesso ed interagendo con il cameo magnetico presente ne migliora le condizioni di lavoro smorzandone le vibrazioni incontrollate (Fig. 3).

 

In pratica quasi tutti i pick-up magnetici necessitano di una impedenza di carico di 47 K?, ma ve ne sono alcuni che sono previsti per funzionare con impedenze motto diverse: 30/100 K?.

In questi casi, abbastanza rari, é opportuno avere a disposizione una entrata adatta per cui alcuni amplificatori ne hanno diverse presentanti differenti valori di impedenza o addirittura un selettore di preselezione. Le testine a bobina mobile poi, quanto non adottano il trasformatore, necessitano di un carico di valore ancora piu basso (2-200 ohm) per cui molti amplificatori hanno un'entrata apposita (Fig. 4).

 

Gli inconvenienti che possono nascere da un collegamento ad una entrata non adatta sono di vario tipo e non sono sempre immediatamente avvertibili. Per esempio un pick-up a bobina mobile collegato ad un ingresso a 47 K? renderà necessario aumentare molto il controllo di levello, in ragione della bassa tensione fornita, e presenterà un suono molto esaltato nelle frequenze alte; viceversa un pick-up previsto per 47 K? collegato ad un ingresso da 100 K? potrà risultare solo un po' più brillante.

All'atto dell'acquisto quindi basterà verificare che l'amplificatore abbia almeno una presa (per canale) cui competa un'impedenza pari a quella di carico consigliata per la testina prescelta.


SUONO HI-FI stereo agosto 1972 - R. Giussani

 

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