| Via Normale
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Via Normale |
La città romana di Suasa sorgeva nella media valle del fiume Cesano, su
di un terrazzo di II ordine oggi intensamente coltivato e denominato Pian Volpello, posto
sulla destra del fiume. Le fonti letterarie non hanno che generici accenni a Suasa e
tacciono sui motivi che portarono alla sua nascita e su quando ciò avvenne. Con ogni
probabilità Suasa, come la vicina Ostra, nacque in seguito alla "Lex Flaminia de
agro Gallico et piceno varitim dividundo" del 232 a.C. che portò ad una massiccia
presenza di coloni romani in questo settore della penisola e alla conseguente necessità
di una riorganizzazione nell'assetto del territorio. Vennero così costituiti nuovi
centri, non necessariamente urbani, che fungessero da punti di riferimento sociale,
politico ed amministrativo. Le colonie già esistenti furono perciò affiancate da nuove
deduzioni e, soprattutto, venne creata una fitta rete di praefecturae, molte delle quali
destinate a divenire municipia nel corso del I secolo a.C., all'indomani della guerra
sociale. E' dunque possibile che anche Suasa ed Ostra siano sorte come praefecturae in
appoggio alla colonia marittima di Sena Gallica ed abbiano successivamente raggiunto
dignità amministrativa.
Una riprova di tale precoce nascita può essere, per quanto concerne
Suasa, la sua ubicazione sulla riva destra del Cesano, a valle della confluenza tra questo
e il suo affluente Nevola. Se infatti Suasa fosse nata in un momento successivo al
tracciamento della via Flaminia e al suo affermarsi quale asse fondamentale della rete
stradale di tutto questo settore, essa sarebbe sorta sulla riva sinistra del fiume, lungo
cioè quella naturale direttrice che, risalendo la valle del Cesano prima e del suo
affluente Cinisco poi, collega la costa con la strada consolare e che sarà appunto
ricalcata dal diverticulum Helvillo-Anconam attestato negli Itinerari Antonini; Suasa,
invece, con il suo essere ubicata sulla destra del Cesano, sul primo terrazzo di una certa
ampiezza che si apre a valle della confluenza nel collettore principale del torrente
Nevola, pare essere in diretta relazione con la direttrice che collegava, tramite appunto
le valli di Cesano e Nevola, la costa con la conca di Sassoferrato. La scelta quindi del
sito in cui costruire Suasa appare condizionato da una rete itinerario anteriore a quella
che si verrà a determinare con l'apertura della via Flaminia.
Sconosciuta come quella di nascita, è anche la data di morte della
città. Verosimilmente Suasa, o quanto di essa restava dopo la crisi economica e
demografica del tardo impero, venne abbandonata durante la guerra greco-gotica, quando la
difficile situazione politica e militare portò in tutta la regione all'abbandono della
maggior parte delle antiche città sorte sui bassi terrazzi di fondovalle, e quindi
difficilmente difendibili, e alla nascita di nuovi centri arroccati sulle alture
circostanti, lungo i crinali spartiacque delle vallate. Nel corso del VI secolo, dunque,
gli abitanti di Suasa, così come quelli di altri centri - Ostra, Septempeda, Helvia
Recina ecc. - lasciarono la città non più difendibile e si rifugiarono sulle vicine
colline e le rovine della città divennero una "cava di prestito". Si trattò,
con ogni probabilità, non di un esodo avvenuto in un unico momento, ma piuttosto di un
lento processo e appunto ad una fase di parziale abbandono, e quindi di restringimento
dell'area urbana, vanno riferite le due tombe costruite con materiale architettonico di
reimpiego, rinvenute nel 1987 in fregio alla strada provinciale in una zona intensamente
urbanizzata in età romana .
La nascita dell'Abbazia di San Lorenzo in Campo lungo la
Helvillo-Anconam e la sua progressiva affermazione come centro egemone di questo
territorio, indica chiaramente come anche in età medievale la rete itinerario fosse
condizionata dalla via Flaminia e come quindi i collegamenti tra la costa e l'Appennino
privilegiassero in questo settore la riva sinistra del Cesano. Contemporaneamente, il
definitivo consolidarsi per motivi di carattere militare dei centri sorti lungo il crinale
spartiacque destro finì per spostare dal fondovalle alla cresta l'asse stradale
principale. Il terrazzo su cui sorgeva Suasa perdette quindi di interesse e di importanza
ai fini dell'insediamento, acquisendone invece come area atta ad essere coltivata. Tutto
ciò ha fatto sì che la zona giungesse sino a noi priva di quella continuità di
insediamento e di quelle sovrapposizioni che rendono difficile la ricerca archeologica e
la musealizzazione delle strutture rinvenute.