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La costruzione fu voluta da papa Liberio per celebrare il luogo dove in pieno agosto trovò la neve in seguito ad una visione della Madonna. Si era nel V secolo e la chiesa sorse come una grande basilica paleocristiana, tra le maggiori del periodo. Nonostante i rifacimenti e le trasformazioni subite nel corso dei secoli, presenta ancora inalterata la pianta a tre navate divise da una serie di colonne trabeate, così che ancora oggi si può avere l'idea generale del complesso originario.

Tra le trasformazioni maggiori e più significative nel campo dell'arte sono da ricordare le due belle facciate della Chiesa, l'una sulla piazza di Santa Maria Maggiore, l'altra dalla parte opposta. La facciata vera e propria è quella realizzata dal Fuga nel 1743 che si presenta come incassatanegli edifici laterali, ma che riesce ugualmente a staccarsene grazie al leggero aggetto di essa e grazie a certe soluzioni stilistiche e pittoriche che la isolano dal resto della massa muraria. L'altra facciata, più comunemente chiamata Tribuna di Santa Maria Maggiore, sorge su una lunga scalinata ed è un'opera del Rainaldi (XVII secolo).interessante perché presenta un eccezionale equilibrio delle parti così movimentate ed una armonica fusione dello sviluppo orizzontale e verticale.

L'interno della chiesa è veramente grandioso e, come si è detto, conserva in gran parte il sapore delle basiliche paleocristiane.

Vi si trovano pregevoli opere d'arte risalenti al tempo della costruzione della basilica ed inoltre molti capolavori realizzati nelle epoche successive. Si fa notare in particolare il bel soffitto a cassettoni del '500 (forse opera di Giuliano da Maiano) che ha sostituito quello più antico; il pavimento cosmatesco; i mosaici del V secolo che adornano l'arco trionfale e le architravi (quest'ultime con scene dell'Antico Testamento).