Calmazzo

Recinto funerario con due cippi posti a ricordo della famiglia Cissonia

Calmazzo fu in età romana un piccolo nucleo abitato (vicus), sorto in connessione con il bivio fra la via Flaminia ed il diverticulum che di qui risaliva l'alta valle metaurense.

Recenti scavi hanno portato alla luce l'interessante sepolcreto della famiglia Cissonia: si tratta di un'area di circa 135 mq, delimitata da un cordolo in pietra su cui in origine poggiava una recinzione costituita da lastre calcaree sorrette ad intervalli regolari da cippetti bugnati. All'interno del recinto erano collocate due are sepolcrali marmoree, dedicate l'una a C. Cisso Festus, l'altra a C. Cisso Zosymus e a sua moglie Cissonia Festa. Di notevole interesse anche gli oggetti di corredo rinvenuti all'interno delle tombe (vasi in vetro, una collana d'oro, olle, lucerne, ecc.).