Chiesa dell'Annunziata

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La chiesetta dell’Annunziata è ubicata all’interno del castello di Cerreto D’Esi, precisamente nella parte centrale dell’attuale P.zza Marconi, uno dei luoghi più suggestivi e presumibilmente più remoti dell’intero castello.

Fu costruita forse nell’anno 1507: questa infatti è la datazione riportata sulla destra del portale e tale inoltre è l’anno in cui Gregorio di Giorgio, Giorgi, con atto rogato in data 13 agosto dal notaio Domizio Venturini, istituì un titolo beneficiale in tale chiesa.

L’epoca di realizzazione della chiesa ci viene svelato inoltre dalla tavola commissionata appositamente all’allora giovane pittore fabrianese Luca di Bartolomeo dalle Fibbie, vissuto tra il 1490 c.a. ed il 1554, artista che per diverso tempo svolse la mansione di pittore ufficiale del Comune di Fabriano.

In epoche successive il fabbricato (chiesa più abitazione sovrastante) passò in proprietà ai conti Possenti, poi dei conti Giampè-Periberti ed infine degli Zonghi-Lotti, tutti di Fabriano.

Nel 1807 la chiesetta aveva un beneficio, che possedeva dei terreni per un estimo di 292 scudi e 46 baiocchi.

Vi si dovevano celebrare due messe al mese e nel 25 Marzo, non meno di dieci messe, compresa quella cantata.

Abolito il beneficio dal governo napoleonico, i legati non si osservarono più e la festività del 25 marzo venne celebrata come meglio si poteva.

Nel 1857, a detta del Balducci, Giuseppe Zonghi-Lotti fece restaurare e dipingere sia l’abitazione che la sottostante chiesetta, fece costruire il piccolo campanile e vi fece collocare una campana.

La chiesa e la casa, dopo qualche peripezia furono acquistate dall’arciprete Cristalli che poi rivendette la casa.

L’aspetto interno della chiesa, peraltro molto fatiscente a causa di incurie e di un incendio risalente agli anni 80 del corrente secolo, presenta tutt’oggi l’aspetto originale con volte a crociera riccamente decorate e pareti in cui sono presenti diversi affreschi, alcuni probabilmente cinquecenteschi, altri di anteriore datazione.

Sovrastante l’ottimo altarino, una nicchia che conserva l’opera del già citato Luca dalle Fibbie, raffigurante l’Annunciazione (tavola ,mis.1,42 x 1,15) e l’Eterno padre tra due angeli (lunetta mis.1,06 x 0,46).

Nell’insieme, una chiesa unica nel Comune di Cerreto D’Esi in quanto a conservazione dell’aspetto originale, un luogo rimasto inalterato ed immune al rituale del rinnovamento radicale, sorte toccata altresì a tutte le altre chiese cerretesi, siano esse castellane che rurali.

Opere presenti

l’Annunciazione.

Come già detto l’insieme dell’opera è attribuibile al misterioso pittore fabrianese Luca di Bartolomeo dalle Fibbie di cui poco o niente si conosce e del quale rimane soltanto questa tavola su cui il prof. Romualdo Sassi così si espresse: " Ha come scena la corte di un elegante palazzo quattrocentesco dalle agili colonne ornate di bei capitelli; su la cornice tra il portico e la finestra superiori è scritto AVE MARIA GRATIA PLENA; in basso a sinistra della vergine umilmente inginocchiata, una snella bifora; in alto, dentro una lunetta, l’Eterno Padre in mezzo a due angeli, notevole per l’acconciatura dei capelli e della barba; su la cornice tra la lunetta ed il quadro, la scritta ET VERBUM CARO FACTUM EST; nel centro della base, pure in lettere maiuscole romane LUCA PINSE; un insieme, se non insigne per singolari pregi delle figure, armonico e leggiadro, specialmente nei particolari architettonici e nel paesaggio che si disegna in lontananza."

Affreschi murari.

La chiesa dell’Annunziata si caratterizza per la presenza di molteplici affreschi che ornano i muri perimetrali della stessa. Malgrado le condizioni pessime delle opere non è difficile intravedere in alcune di queste la mano di uno o più buoni pittori, sicuramente di scuola locale o umbra. Soprattutto nei due dipinti posti ai lati dell’altare, uno raffigurante la Vergine Maria e l’altro la Crocifissione, si può denotare, ma sarebbe meglio dire intravedere, la mano di una artista tutt’altro che dilettante.

Altare.

L’incendio che negli anni ottanta lesionò questa chiesa non risparmiò purtroppo l’unico altare presente che tutt’oggi mostra l’effetto devastante del fuoco. l’opera in questione. in legno, presenta al centro un dipinto in cui si intravede un’interessante allegoria di angeli. Troppo poco comunque per poter esprimere ogni tipo di giudizio in merito.