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  • Venerdì 14 Agosto 2009 08:23
  • Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Agosto 2009 08:35
  • Scritto da David Guanciarossa

Ora vediamo che effetto ha sull'impedenza il circuito secondo il quale vengono collegati gli altoparlanti. In fig. 2 noterete che due altoparlanti sono connessi alla presa 4 ohm del trasformatore di uscita di un amplificatore a valvole.

Ciò perché raddoppiando le vie mediante le quali la corrente può passare attraverso il circuito dell'altoparlante, in effetti si divide a metà l'impedenza operative. In un montaggio in serie come quello in fig. 3, al contrario, l'impedenza si addiziona; cosicché due altoparlanti da 4 ohm sono alimentati dalla presa 8 ohm del trasformatore.

Le regole sono chiarite in fig. 4.


Quelle per i circuiti in parallelo sono, naturalmente, più semplici da applicare quando tutti gli altoparlanti sono della stessa impedenza. In questo caso basta dividere l'impedenza di un altoparlante per il numero degli altoparlanti per calcolare l'impedenza di esercizio dell'intera successione. Poiché l'impedenza totale di una successione in serie é calcolata per semplice addizione, anche questo computo appare semplice. La combinazione in serie/parallelo infine, anch'essa illustrate in fig. 4, é un poco più difficiie da trattare, ma può essere utile per risolvere probiemi di adattamento di impedenza. Dovreste comunque ricordare che se la successione contiene altoparlanti differenti (leggi ad esempio un elemento da 4 ohm ed uno da 8 ohm in serie o parallelo), differente sarà la potenza ad essi applicata, come si può vedere dalla figura esemplificativa 4 bis nella quale é mostrato come si deve tener conto nella scelta del circuito della potenza retta dagli altoparlanti.


Non vi preoccupate per piccoli divari di impedenza, comunque, particolarmente se l'impedenza del circuito dell'altoparlante é un poco più grande di quella dell'uscita dell'amplificatore. Nel secondo circuito serie/parallelo di fig. 4, per esempio, l'impedenza combinata dei quattro altoparlanti é di 4,8 ohm, buona per uso sia con apparecchiature transistorizzate classificate per uso da 4 a 16 ohm o con la presa 4 ohm di un amplificatore a valvole. Similmente, un altoparlante (o combinazione di altoparianti) da 10 ohm può essere considerato da 8 ohm per usi pratici.

Risoluzione di problemi

In qualche caso potreste trovare che i vostri diffusori addizionali non possono essere collegati in modo che la loro impedenza si accordi con quella dei diffusori principali rendendo impossibile un perfetto adattamento con un trasformatore di uscita quale che sia la presa che voi usiate. Questo problema piò essere risolto aggiungendo un commutatore selettore d'impedenza all'uscita dell'amplificatore. Questo commutatore seleziona uno dei tre terminali per altoparlanti senza rendervi necessario di staccare e riconnettere i fili. L'esempio in fig. 5


mostra come un altoparlante principale da 8 ohm può funzionare con un altoparlante ausiliario da 4 ohm (che può anche essere costituito da una coppia di elementi da 8 ohm in parallelo). Notate che i contatti del selettore sono collegati alle prese 4, 8, 16 ohm dell'amplificatore. In questo modo, se si usa l'altoparlante principale, il selettore di impedenza di questo esempio deve essere ruotato sulla posizione 8 ohm, mentre deve essere posto sulla posizione 4 ohm quando si é in ascolto sull'altoparlante ausiliario. Con questa particolare sistemazione, la posizione 16 ohm non é impegnata.

Diverse case vendono un accessorio che assomiglia ad un pannello di controllo in miniature con una schiera di interruttori. Esso può permettere l'attivazione di circa mezza dozzina di altoparlanti in qualunque combinazione. Sebbene questi dispositivi siano interessanti per il controllo degli altoparlanti addizionali e qualcuno possa essere installato in o su di un muro, il loro modello può non essere adatto per uso con sistemi di altoparlenti a a bassa efficienza o con amplificatori di modesta potenza. La fig. 6 ne spiega il motivo.


Notate che il commutatore é collegato ad un altoparlante da 8 ohm. Quando l'altoparlante viene escluso, il selettore inserisce una resistenza sulla linea per dissipare la potenza che precedentemente veniva assorbita dall'altoparlante. Mentre da un lato questo sistema mantiene l'accordo delle impedenze comunque gli altoparlanti siano inseriti o disinseriti, dall'altro si ha una conversione di parte della potenza audio in calore ad opera delle resistenze poste in circuito. Nonostante questo spreco di potenza anche un piccolo amplificatore sarebbe in grado di pilotare una successione di economici altoparianti supplementari ad alta efficienza (che normalmente non sono usati al di sopra di livelli sonori da sottofondo) senza eccessiva fatica.

Ma se i vostri altoparlanti principali richiedono la maggior parte della potenza ottenibile dal vostro amplificatore, non vorrete certo dissipare una parte di essa in calore. Potete, comunque, usare il selettore multi-altoparlante per controllare solo gli addizionali, inserendo il commutatore principale supplementare, illustrato in fig. 1, tra l'amplificatore ed il selettore di controllo medesimo. Ciò lascerebbe gli altoparlanti principals liberi da ogni consumo di potenza dovuto alle resistenze di carico. Qualche selettore multi-altoparlante presenta un differente problema quando usato con amplificatori transistorizzati. Se il selettore era stato progettato per essere usato con trasformatori di uscita, esso puo parallelare gli altoparlanti che vengono usati simultaneamente e cambiare da una presa del trasformatore ad un'altra come necessario per adattare l'impedenza. Un amplificatore a transistor non ha tali prese ad impedenze multiple; inoltre, la connessione in parallelo degli altoparlanti può portare le loro impedenze combinate al disotto del limiti di sicurezza, come abbiamo spiegato. Sebbene questi selettori possano essere adattati per l'uso con circuiti transistorizzati (un modo e quello di aggiungere resistenze di carico come quelle del precedente tipo di commutatore multi-altoparlante), sarebbe meglio impiegare un modello specificamente progettato per uso con apparecchiature a stato solido.

Sia che gli altoparlanti addizionali siano usati nella principale zona di ascolto o posti in altre stanze, avrete probabilmente bisogno di qualche dispositivo per bilanciare il loro volume relativo. Il controllo di volume sul vostro ricevitore o amplificatore servirà, naturalmente, come controllo generale di livello per l'intero sistema; esso non potrà quindi regolare il livello di un singolo altoparlante indipendentemente. Perciò avrete bisogno di potenziometri doppi a filo collegati nel modo illustrato piu avanti (L pads) ed inseriti lungo il filo di collegamento dell'altoparlante o in corrispondenza dell'altoparlante stesso.

Sono in vendita anche potenziometri a filo ad un solo elemento (normalmente del valore di 50-100 ohm) per l'uso specifico quali controlli di volume per altoparlanti; ma hanno una capacità limitata nel controllo della potenza, non forniscono un buon adattamento di impedenza e tendono a causare interazioni di volume tra i vari altoparlanti. Così il loro impiego, illustrato in fig. 7, dovrebbe essere limitato ai piccoli altoparlanti supplementari che non sono chiamati a forti emissioni di suono (in realtà il sistema ad L pad, piu sofisticato, si trova quasi esclusivamente in casse di gran nome).

L'L pad, al contrario, é un doppio elemento di controllo che mantiene il corretto accordo di impedenza mentre si varia il volume dell'altoparlante. Sceglietene uno che abbia la stessa impedenza dell'altoparlante che controlla (e la sua stessa potenza nominale; se ne trovano fino a 100 W ed oltre) — un pad da 8 ohm per un altoparlante da 8 ohm. per esempio — e collegatelo lungo la linea come illustrato in fig. 8.


Se scegliete di pilotare due altoparianti con uno stesso L pad — il che rende impossibile controllarli individualmente — dovrete collegare gli altoparlanti in parallelo e scegliere il vostro potenziometro di conseguenza. Per esempio, due altoparlanti da 8 ohm in parallelo hanno una impedenza risultante di 4 ohm e richiedono un pad da 4 ohm per controllarli. Ricordate, che se escludete uno o piu altoparlanti del vostro sistema, semplicemente ruotando a fondo il potenziometro, continuerà ad esservi una perdita di potenza proprio come succedeva con le resistenze fisse della fig. 6.

Scelta del cavo piu appropriate

Un filo di sezione 0,75÷1,00 mm. é adatto nella maggioranza dei casi. Per une linea molto corta — per installare un altoparlante per il canale centrale vicino al vostro amplicatore, per esempio — possono essere adeguate anche misure inferiori. Se il filo deve fare un lungo percorso, per mettere altoparlanti in giardino, per esempio, o in una stanza distante, sarà bene usare fili di sezione maggiore per ridurre al minimo le perdite nel trasferimento del segnale. Dentro casa anche l'ordinario filo elettrico andrà bene. Per controllare la messa in fase degli altoparlanti si possono usare fili aventi diverso colore per i due poli o con del numeri di codice stampati sull'isolante, in mancanza di ciò si può rimediare ponendo un punto di vernice colorata su di uno del due capi ad entrambe le estremita.

Un'ultima, parola sugli allacciamenti: assicuratevi che tutti i trefoli del cavo che state usando siano accuratamente ripiegati dentro le connessioni ad entrambe le estremità. Torcete insieme i trefoli per prima cosa, prima di effettuare un collegamento, poi stagnateli (cioé dategli un leggero rivestimento di stagno, con un saldatore) oppure saldatevi degli appositi terminali a forcella (spade lugs) per il fissaggio ai contatti a vite, o altri terminali appropriati. Qualche modello recente di amplificatore e sinto-amplificatore é equipaggiato con uno speciale tipo di morsettiera a molla, altri invece usano ancora il vecchio sistema a presa e spina. Qualunque tipo voi usiate, ricordate comunque che le connessioni mal realizzate oppongono una forte resistenza alla corrente che le attraversa, causano perdita di potenza e minacciano anche i migliori rapporti di impedenza.

SUONO STEREO HI-FI marzo 1973

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