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  • Venerdì 19 Giugno 2009 16:20
  • Ultimo aggiornamento Sabato 20 Giugno 2009 08:23
  • Scritto da David Guanciarossa

(febbraio 1972)

Ormai giunti all'ottavo numero della Rivista, ,possiamo tracciare un primo bilancio.

Un bilancio particolarmente lusinghiero con cui dovrebbero fare i conti tutti gli scettici dei mesi passati. A poco più di sei mesi  dall'uscita della prima copia della tipografia, a un anno da quando abbiamo cominciato a lavorare concretamente per realizzare questa impresa, abbiamo raggiunto un successo che in coscienza non ci aspettavamo: una tiratura triplicata; vendite che raggiungono in alcune piazze, il 70, e passa, per cento;

una distribuzione che da sommaria e insufficience, diviene finalmente nazionale e capillarmente curata da una grossa organizzazione specializzata; un numero di abbonati che sale di giorno in giorno, costringendoci ad una messa a punto dei nostri servizi tecnici, a cui forse (ed a un'ammenda) non eravamo preparati adeguatamente.

Tutto questo ci dà l'impressione che, anche se a poco a poco, l'Alta Fedeltà diventi da noi una cosa sempre più seria, sempre più diffusa ed esca, con la prepotenza di un consenso crescente e sempre più valido e intelligente, dal chiuso del laboratori; che non costituisca più, ormai, il cavallo di battaglia di periti industriali, ingegneri elettronici, melomani stravaganti e straricchi.

Se tutto questo qualche mese fa poteva sembrare utopia, velleitarismo, sforzo generoso quanto inutile di qualche giovane appassionato, ora invece (anche senza parlarne troppo) si impone con l'evidenza dei fatti, con la forza dei lettori che ci sostengono, con l'interesse, alla fine scosso, di Ditte, importatori e negozianti, con l'affermarsi crescente di un mercato, di una conoscenza non più superficiale e « per sentito dire ». E in questo senso dobbiamo ringraziare anche coloro che, nel campo vergine (e come tale prudente e timoroso) del mercato HI-FI, hanno saputo collaborare e che oggi, pensiamo, raccolgono i frutti di quelia che allora poteva sembrare imprudenza o spregiudicatezza.


Ma dobbiamo ringraziare soprattutto i lettori. Il numero di schede che dai primissimi mesi sono giunte in redazione, avrebbe fatto impressione a qualsiasi editore potente ed esperto. E da quelle schede, dalle lettere che ci giungono da paesini che non sapevano nemmeno esistessero, noi abbiamo tratto tutti gli spunti che ci sembravano validi, abbiamo introdotto tutte le modifiche che i lettori ci chiedevano e che ci sembravano sensate, abbiamo creato una pubblicazione « dinamica », capace di mutare, per migliorare, persino la sua struttura senza chiudersi in formule o schemi.


Il dialogo che auspicavamo, si è davvero aperto e le lettere giornaliere sono tante che, contro la nostra stessa volontà, aspettano settimane prima di essere evase.


Noi da parte nostra c'impegnamo a continuare con la passione e l'umiltà che non ci possono non essere riconosciute senza adagiarci su risultati che, sebbene molto lusinghieri, non consideriamo definitivi: e non lo saranno, né per qualità né per quantità, se tutti ci sosterranno come hanno fatto finora, ci sapranno tenere svegli, criticare se occorre, stimolare sempre.


SUONO Stero Hi-FI - Il Direttore