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  • Venerdì 19 Giugno 2009 09:22
  • Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Giugno 2009 10:07
  • Scritto da David Guanciarossa

Jazz story - Duke Ellington

(Washington 1899 - New York 1974)

 

Duke Elligton

(Billy Taylor, Duke Ellington and Willie the Lion - Billy Taylor playing along with the Master himself, and piano legend Willie the Lion Smith, from a 1969 tv celebration of Billy's birthday. )

(A 1942 recording of C Jam Blues beformed by Duke Ellington and a collection of other Jazz giants in a famous recording called "Jam Session".Other artist included Barney Bigard, Sonny Greer, Ray Nance, Joe 'Tricky Sam' Nanton, Rex Stewart, and Ben Webster.)

Nessuno, nel ricchissimo stuolo dei personaggi del jazz, ha mai saputo creare un universo sonoro nuovo, più ampio, più originale e palpitante di quello di Duke Ellington.

Trecentocinquanta temi e millecinquecento incisioni rappresentano un contributo al limite dell'umano anche solo sul piano quantitativo. Ma è certo che la valutazione numerica delle opere ellingtoniane è l'ultima accettabile di fronte alla qualità delle creazioni musicali di questa figura che coralmente, anche al di fuori dell'ambiente jazzistico, è stata definita come una delle maggiori personalità musicali del nostro secolo.

Edward Kennedy Ellington era nato il 29 aprile 1899 a Washington. Figlio di un maggiordomo della Casa Bianca, divenne «Duke» per il suo fare «ducale» tra i giovani amici con i quali imparava il pianoforte. Nonostante avesse vinto una borsa di studio per seguire i corsi di una importante scuola di «industrial design», nel 1915 Ellington sceglie la strada della musica, aiutandosi con piccoli lavori come barista nei ristoranti. La sua prima composizione ha il titolo chiaramente influenzato da questa attività marginale: «Soda fountain rag». Segue corsi d'armonia e prosegue lo studio del pianoforte. Nel 1918 inizia a riunire dei musicisti attorno a se e forma le sue prime orchestre, ma dovrà attendere sino al 1925 per arrivare ad incidere il suo primo disco per la Pattie: «Trombone blues» e «I'm Gonna Hang around my Sugar».

Il suo gruppo prende consistenza. Duke è un musicista pieno di inventiva. Lo affascinano principalmente i «colori» che i vari strumenti, trombe, tromboni e sassofoni possono trarre dai loro ottoni con I'uso di sordine. Questi suoni «growls» sono l'origine dello stile «wa-wa» e «jungle» con il quale sovvertira il linguaggio del jazz e influenzerà parte della musica contemporanea.

Nel 1928 l'orchestra, con personaggi come Rubber Miley, Louis Metcalfe, Joe «Tricky Sam» Nanton, Rudy Jackson, Harry Carney, Barney Bigard e Johnny Hodges, è assunta al «Cotton Club» di Harlem. Vi rimarrà quattro anni, ottenendo un successo storico. Nel 1933 questa eccezionale macchina da ritmo viene in Europa. A Parigi e Londra si susseguono i trionfi, che si ripeteranno anche in occasione della seconda tournée del 1939.

L'anno seguente si ha la più grande annata di tutta la produzione ellingtoniana: cinquantasei pezzi incisi, quasi tutti capolavori. Nuovi elementi sono entrati a far parte dell'orchestra (e con ciò della storia del jazz). Tra gli altri Cootie Williams, Rex Stewart, Laurence Brown, Ben Webster, Jimmy Blanton e Billy Strayhorn come arrangiatore.

Nel 1943 si ha il primo concerto alla celebre Carnegie Hall. E anche l'anno della suite «Black, Brown and Beige» alla quale seguiranno «Perfume suite», «New world a-comin'», «Liberian suite», «A drum is a woman». Duke Ellington ha trovato il modo di rimodellare di continuo la sua formazione. Tentare nuove esperienze sonore era per lui un imperativo.

La sua produzione si è spesso inserita in campi non strettamente jazzistici, come nel caso de «The beggar's Opera» nella quale lo sviluppo contrappuntistico delle vane sezioni orchestrali e di estremo interesse.

 

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