Template Joomla scaricato da Joomlashow

  • PDF
  • Venerdì 14 Agosto 2009 08:36
  • Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Agosto 2009 08:50
  • Scritto da David Guanciarossa
Indietro

Il cross over questo sconosciuto

La voce delle radio, dei registratori, televisori e apparecchi di riproduzione in genere, quando non siano richieste caratteristiche di alta fedeltà, ha origine di solito dalle vibraziorti di un unico altoparlante contenuto all'interno dell'apparecchio. Per riprodurre un segnale stereofonico non Hi-Fi sono sufficienti perciò due altoparlanti, uno per canale, e questa e infatti la soluzione adottata in molti complessi stereo economici. In un vero impianto stereo Hi-Fl invece non sono mai usati due semplici altoparlanti, ma due diffusori (casse acustiche) in ognuno dei quali trovano posto più altoparlanti di forma e funzioni diverse. La ragione é abbastanza semplice: quando un solo altoparlante deve riprodurre tutto l'insieme di oscillazioni a frequenze diverse che compongono un segnale audio, il suo cono deve vibrare in un modo talmente complicato che non riesce a farlo senza commettere errori.

Questi errori si chiamano distorsione d'intermodulazione, alterazione delle proporzioni fra i livelli dei vari suoni riprodotti e limitazione di alcuni gruppi di frequenze, specie agli estremi superiore e inferiore della banda acustica. Per limitare al massimo questi effetti nocivi si scompone il segnale in arrivo al diffusore in due o più segnali più semplici, composti ciascuno da una fetta della banda di frequenze totale che compone il segnale audio. Ogni banda parziale viene quindi emessa da un altoparlante specificamente studiato per la riproduzione di quelle frequenze. I nomi usati per ciascuno sono noti a tutti: woofer, quello cui competono le frequenze basse, midrange, quello dei medi, tweeter l'altoparlante degli alti.

Il componente che suddivide il segnale principale nelle varie gamme e le incanala verso ognuno di esse e il filtro di « crossover ». Tutte queste parole sono inglesi ma il loro uso e tanto comune in Hi-Fi che non cercheremo neanche di tradurle dandone delle versioni italiane che ormai non adotterebbe nessuno. La corretta pronuncia di ognuna é: woofer = vùfer, midrange = midreng (con la « g » dolce), tweeter = tuìter, mentre crossover si legge come e scritto.

Il crossover é stato realizzato fondamentalmente in tre modi diversi: con una rete dl induttanze e capacità (metodo classico e più usato), con accoppiamenti meccanici (altoparlanti multibanda e passivi), con circuiti elettronici attivi inseriti in un punto della catena di amplificazione. Il metodo generalmente utilizzato dall'hobbysta che voglia autocostruirsi delle casse é il primo, che fa uso di bobine e condensatori disposti in modo da realizzare i voluti filtri passivi di frequenza. Le bobine sono realizzate avvolgendo a spirale filo di rame smaltato (lo stesso usato per i trasformatori) ed hanno la caratteristica di presentare una forte resistenza al passaggio dei segnali a frequenza alta. I condensatori esistono già in commercio costruiti dalle fabbriche di componenti elettronici ed offrono resistenza al passaggio delle frequenze basse.

I filtri base sono « passa-basso » e « passa-alto ». Queste denominazioni stanno ad indicare: per il passa-basso che l'altoparlante collegato all'amplificatore per suo tramite, riceve e riproduce tutte e solo le oscillazioni che hanno frequenza inferiore a quella per la quale il filtro e calcolato; il passa-alto invece lascia passare tutte le frequenze superiori a quella «di taglio », mentre il « passa-banda quelle comprese tra due valori opportuni. Naturalmente il filtro passa-basso viene usato per il woofer, il passa-banda per il midrange e il passa-alto per il tweeter.

Un filtro passa-basso é composto, come appare anche dalle figure, da una bobina e un condensatore collegati l'una in serie all'altoparlante e l'altro in parallelo. Un filtro di questo tipo può essere calcolato per una frequenza di taglio di 500 Hz e allora tutte le componenti del segnale aventi frequenza inferiore ai 500 Hz arrivano all'altoparlante senza subire alcuna attenuazione. Le frequenze superiori vengono tagliate ma non drasticamente: con una certa pendenza di attenuazione,, in questo caso 12 dB/Ott. Questo vuol dire che i segnali di frequenza superiore ai 500 Hz sono via via attenuati sempre di più e un segnale avente frequenza doppia di un altro, un'ottava più alto, viene riprodotto ad un livello di 12 dB più basso, cioé ad un livello relativo quasi trascurabile.

SUONO STEREO HI-FI marzo 1973 - Renato Giussani

Inizio pagina | Indietro